In quarantena 29 clienti, via ai tamponi

21 Luglio 2020

Tracciata la mappa dei contatti dei commercianti del centro: individuate 50 persone. Di Primio: «Tutto sotto controllo»

CHIETI. Finora sono 29 le persone costrette a stare in quarantena dopo i 5 casi di coronavirus – due negozianti di generi alimentari in via Arniense e tre familiari – riscontrati a Chieti: tutti sono in attesa dei tamponi. Sono circa 50, invece, le persone entrate in contatto con i commercianti e i familiari in base alle ricerche del dipartimento di prevenzione della Asl: a seconda del tipo di contatto è previsto un trattamento diverso. «La situazione è sotto controllo», annuncia il sindaco Umberto Di Primio che dice «no agli allarmismi inutili» e si schiera contro «il pressappochismo di minimizzare quanto è accaduto». Ma il numero delle quarantene, nelle prossime ore, potrebbe crescere.
Il sindaco annuncia un giro di vite nei controlli: «Intensificheremo i controlli perché, purtroppo, qualcuno ha dimenticato che è ancora in vigore il divieto di assembramenti e molti locali non fanno rispettare la distanza tra i frequentatori». I controlli sono affidati alla polizia municipale, guidata dalla comandante Donatella Di Giovanni. In prima linea anche le altre forze dell’ordine: la questura è impegnata nei controlli in città e in provincia e, nell’ultimo giro, sono stati multati due locali a Vasto e San Salvo. Di Primio invita «a non abbassare la guardia»: «I 5 casi scoperti in città, anche se tre sono residenti in altri comuni, ci dicono che non è passato tutto e che c’è bisogno di indossare la mascherina nei luoghi chiusi ed evitare assembramenti».
Il negoziante è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: è in condizioni stabili. Gli amici di famiglia, in un messaggio pubblicato domenica sulla pagina Chieti su Facebook, hanno rassicurato sulle condizioni di salute definite «discrete». Gli altri familiari sono a casa: vengono contattati due volte al giorno dal personale Asl.
Tra le persone sottoposte a quarantena, ieri, una ha affidato a Facebook il suo racconto che ha fatto il giro della rete: «Il caso coronavirus verificatosi a Chieti ha coinvolto anche me, in quanto cliente. È accaduto ciò che temevo: per superficialità e ignoranza (nel senso che ignorano, non sanno o fingono di non sapere) molti si comportano come se niente fosse: niente mascherine, assembramenti, baci abbracci e via dicendo. Veramente il titolare e la moglie avevano sempre mascherine e rispettavano le regole. Piuttosto qualcuno entrava senza “un attimo”, “solo una cosa”. Ma il virus», dice la donna, «impiega meno di un attimo a propagarsi». Poi, la conclusione: «Mi dispiace per il negoziante e la famiglia, probabilmente vittime della superficialità altrui. Io, intanto, me ne starò tranquilla a casa finché la mia dottoressa non mi sottoporrà agli esami di prassi».