«In quel night non ci fu prostituzione»

5 Ottobre 2017

Operazione Diamante: il tribunale scagiona i 7 imputati dall’immigrazione clandestina di straniere. Il pm aveva chiesto 6 anni

VASTO. Tutti assolti. Dopo tredici anni finisce un incubo per Auro Chinni, 56 anni, di San Salvo, titolare del nigth Diamante; il barista del locale, Antonio Di Chinno, 59 anni, di Lucera; il factotum del proprietario, Michele Fabrizio, 50 anni, di San Salvo; Pietro Di Fortunato, imprenditore molisano, 55 anni, di Portocannone; Adrian Dorel Moreau, 59 anni, di Bucarest; Gabriel Radoi, 60 anni, di Bucarest, e Angiolino Fanale, 59 anni, di Montenero di Bisaccia, sottufficiale dei carabinieri. Secondo l’accusa, gli imputati reclutavano numerose ragazze dei paesi dell’Est, in particolare romene, con permessi di soggiorno per fini turistici, ma in realtà le facevano lavorare come entraineuse nel locale notturno della Marina, cercando di adescare facoltosi clienti e vip di Vasto, San Salvo, Chieti, dell’entroterra vastese e del Molise. Il tribunale collegiale di Vasto - presidente Italo Radoccia, a latere Michelina Iannetta e Fabrizio Pasquale - ha accolto le richieste dei difensori mettendo fine con l’assoluzione a una delle vicende giudiziarie più controverse e combattute, l’operazione “Diamante”. Il pm Gabriella De Lucia aveva chiesto per il solo reato di ingresso clandestino, la condanna a 6 anni di reclusione e 620mila euro di multa. Le motivazioni della sentenza verranno rese note fra 90 giorni.
«Aspettiamo di leggerle, poi non è escluso che vengano richieste forme risarcitorie per ripagare le persone che hanno subito danni morali, psicologici ed economici nonché una ingiusta detenzione», ha dichiarato a caldo l’avvocato Marisa Berarducci difensore di Angiolino Fanale. «Non c’è stato nessun ingresso clandestino. I permessi delle ragazze erano in regola e non è stata trovata nessuna prova delle accuse». Accuse che erano gravi: associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina di straniere che lavoravano come entraineuse, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La vicenda ebbe inizio nel 2004. A fare più clamore fu proprio la misura cautelare a carico di Fanale, sottufficiale dei carabinieri. Gli investigatori dell'epoca ritennero che il militare avesse avuto un ruolo di primo piano nella vicenda. «Accusa assurda. Non è affatto così», ripete Berarducci. Soddisfatti per avere dimostrato l’innocenza dei loro assistiti anche gli avvocati Fiorenzo Cieri, Clementina De Virgilis, Sandro D’Aloisio, Filippo Di Risio e Vincenzo Margiotta. L’operazione scattò il giorno della Concezione del 2004. L’ex gip Guido Campli su richiesta degli allora pubblici ministeri Irene Scordamaglia e Anna Rita Mantini, fece scattare gli arresti.
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