In tre a processo per usura ed estorsione

19 Aprile 2016

LANCIANO. Usura ed estorsione in concorso: di questi reati dovranno rispondere nel processo che inizierà il prossimo 5 ottobre Guglielmo De Rosa, 50 anni, di Lanciano, Angelo Mastrangelo, 57 anni,...

LANCIANO. Usura ed estorsione in concorso: di questi reati dovranno rispondere nel processo che inizierà il prossimo 5 ottobre Guglielmo De Rosa, 50 anni, di Lanciano, Angelo Mastrangelo, 57 anni, di Fara Filiorum Petri, e Rita Forgione, 75 anni, di Lanciano. I tre sono stati rinviati a giudizio, dal giudice per le udienze preliminari Massimo Canosa, in relazione alla vicenda che ha visto coinvolto anche Giocondino De Rosa, 46 anni, di Lanciano, che per gli stessi reati ha patteggiato la pena di due anni e otto mesi di reclusione lo scorso anno, ovvero il prestito di 50mila euro a una commerciante di Miglianico che era in difficoltà economiche, in cambio dei quali avrebbe chiesto interessi del 100,49% annui.

La commerciante avrebbe, in pratica, dovuto restituire a De Rosa ben 112mila euro. Ma la donna non riusciva sempre a pagare gli interessi tanto che i De Rosa l’avrebbero in più occasioni minaccia, anche di morte. In una occasione riuscirono anche ad estorcerle del denaro. In questa vicenda di usura per l’accusa hanno avuto dei ruoli anche Guglielmo De Rosa, fratello di Giocondino, Mastrangelo e Rita Forgione, madre dei De rosa. Guglielmo, in concorso col fratello, è accusato di estorsione perché nel giugno 2014, dopo aver minacciato la donna e i figli di morte e di ritorsioni sull’attività commerciale, ottenne il pagamento di 25mila euro. La Forgione e Mastrangelo sono accusati di tentata estorsione perché nel novembre e il 20 dicembre 2014 minacciarono la commerciante per avere il pagamento degli interessi della somma prestata. Ma non li ottennero perché la donna non aveva soldi per pagare. Prima del processo Giocondino De Rosa aveva risarcito le vittime di 68mila euro. (t.d.r.)