«In tre anni Chieti ha perso 4.000 abitanti»

L’attacco delle opposizioni alla giunta Di Primio: senza un progetto, in sei mesi ha prodotto il nulla
CHIETI. «L’amministrazione comunale, in sei mesi, non ha prodotto nulla. Solo grazie al nostro lavoro certosino in consiglio siamo riusciti a sventare un altro aumento di tasse per i cittadini». I partiti di opposizione bacchettano il centrodestra, all’indomani dell’approvazione della delibera sul passaggio delle reti idriche alla Regione, e tracciano un bilancio tutt’altro che lusinghiero dei primi sei mesi di governo della giunta Di Primio. «Non c’è una visione strategica sulla città e non c’è traccia», attacca Luigi Febo, «di investimenti per la riqualificazione del Colle o dello Scalo. La delibera scarna prodotta sul passaggio delle reti idriche alla Regione, per fortuna da noi emendata, è la fotografia fedele di un’amministrazione arruffona che vive alla giornata». Bruno Di Paolo, capogruppo di Giustizia sociale, incalza: «L’ultimo consiglio comunale rappresenta il giusto epilogo di sei mesi di nulla amministrativo. L’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice», tuona Di Paolo, «si è presentato, sia in commissione che in aula, del tutto impreparato sulla problematica della cessione delle reti idriche e soltanto grazie a noi non si è materializzata l’ennesima bruttura per una città che sta morendo tra l’indifferenza generale di chi dovrebbe governarla. Il sindaco aveva promesso ben altro in campagna elettorale.” Un concetto su cui punta forte anche Alessandro Marzoli, Pd.: «In tre anni Chieti ha perso ben 4 mila abitanti. Se l’amministrazione comunale non pone freno a questa debacle», avverte Marzoli, «diventeremo una città dormitorio per anziani e badanti».
Filippo Di Giovanni, Pd, rimarca l’assenza di progettualità nel centrodestra mentre Enrico Raimondi, capogruppo di L’Altra Chieti, sferza il sindaco:. «Di Primio è più impegnato a trovare una collocazione alla Camera dei Deputati considerando che Ncd, di fatto, è stato inglobato dal Pd, che a governare. In sei mesi sono stati soltanto aumentati alle stelle i tributi comunali», afferma Raimondi, «piazza Carafa è stata dequalificata e i residenti di Santa Maria sono stati “impalettati” con lavori costati 400 mila euro. Per fortuna i partiti di opposizione hanno fatto politica con ordini del giorno, emendamenti e mozioni senza dimenticare che abbiamo stoppato la corsa al gettone di presenza cestinando la convocazione di molte commissioni che avevano come unico tema da trattare “varie ed eventuali”, ovvero il nulla». Chiosa Ottavio Argenio, capogruppo del Movimento 5 Stelle. «Non ci sono progetti politici per far fronte», dice Argenio, «alla mancanza di risorse economiche. Così non si va lontano».
Jari Orsini

