In trecento a piedi da Chieti Scalo fino al Volto Santo

Lorenzo Mammarella guida il lungo corteo di pellegrini Sei ore di cammino per riscoprire la sacralità della vita
CHIETI. Una lunga camminata per ritrovare se stessi, all’insegna della preghiera e della condivisione, in un mondo sempre più frenetico e che sta perdendo di vista tutto ciò che è autenticamente umano. È questo lo spirito forte dei pellegrini che ieri pomeriggio si sono incamminati verso il santuario del Volto Santo di Manoppello, un appuntamento giunto alla sua 27esima edizione. Sono circa trent’anni che il gruppo di credenti guidato da Lorenzo Mammarella vuole ritrovare lo spirito dell’autenticità e della tradizione. La partenza da piazzale Marconi ha visto decine di partecipanti radunarsi assieme, per intraprendere un percorso di circa venti kilometri e approdare in un paese che conserva simboli importanti della cristianità: «È la prima volta che partecipo a questa marcia. Tutti facciamo parte di parrocchie diverse sia di Chieti sia della provincia. Un momento di preghiera e di festa, che ho voluto condividere» ci dice Teresa, mentre anche lei cammina con un libro in mano e recita invocazioni celesti. Un megafono e un intercalare di preghiere ricordano cammini antichi: «Una passeggiata lenta, in cui si parla, si prega e si comunica. Di fronte a un mondo che ha dimenticato il valore del passato» dice questa volta Mammarella, che continua «siamo un gruppo di amici che si è radunato in città anche quest’anno, nel corso del cammino ci raggiungeranno altri fedeli delle zone limitrofe: a spingerci è la fede. Arriviamo ad essere sempre circa 300 persone». Il viaggio verso la sacralità ha una pausa a metà strada: un ristoro in alcuni locali per poter proseguire poi all’insegna della serenità. Un iter che si è concluso anche sta volta, all’arrivo previsto per le 21, con una messa nel santuario insieme a padre Carmine Cucinelli e Fra Paolo. A rievocare musiche di pace c’era il coro di Miglianico San Michele Arcangelo. Ma in primis il Volto Santo, nella mente e nella memoria di tutti: quell’immagine di Cristo giunta a Manoppello nel 1506 trasportata proprio da un pellegrino in viaggio, scomparso senza lasciare traccia subito dopo la consegna del velo. Una leggenda sacra che continua ad unire e a portare speranza.

