In un video il pestaggio di Matteo Rocco

Casalbordino. Il papà del 18enne aggredito nella disputa tra due tifoserie: «Sta meglio, ma vivrà con questi fantasmi»
CASALBORDINO. Circondano l'auto e sferrano calci e pugni al ragazzo che si trova da solo in balia del branco. È stato ripreso con un cellulare il pestaggio al diciottenne Matteo Rocco Cocchino, avvenuto la sera di Pasquetta sul lungomare di Fossacesia. Dalle immagini non si riesce a distinguere il numero preciso degli aggressori. Secondo il racconto del giovane, che ha avuto 7 giorni di prognosi (ha un labbro spaccato ma calci e pugni non hanno procurato fratture sul viso), erano tra 15 e 20.
Matteo, studente del quinto anno all'Itc di Casalbordino e un lavoro come dj, si sarebbe trovato casualmente nel mezzo di una disputa tra due gruppi di tifoserie, uno locale e uno, secondo le testimonianze, di Francavilla al Mare. «Mio figlio aveva lavorato tutto il giorno ed era passato a salutare amici e colleghi del Supporter (locale estraneo ai fatti accaduti, ndc)», racconta il padre del diciottenne, Massimiliano Cocchino, che la stessa sera di lunedì ha postato sui social un video per denunciare l'accaduto, «alle 22 stava andando alla macchina per tornare a casa e si stava facendo un selfie con il cellulare. Un gesto che è stato frainteso da queste persone, le quali hanno pensato che lui le stesse riprendendo. A quel punto lo hanno accerchiato, gli hanno tolto il cellulare e le chiavi dell'auto, lo hanno strattonato e tirato fuori dalla macchina e colpito con calci e pugni al volto». Sanguinante, Matteo ha chiesto aiuto al mezzo di soccorso in servizio nelle vicinanze, che lo ha trasportato in ospedale. «Se avesse reagito, lo avrebbero massacrato», non si dà pace papà Massimiliano, «nessuno è intervenuto in suo aiuto, ma capisco che quando ad agire sono in tanti non sia facile. Adesso sta meglio, ma vivrà con questi fantasmi». Il giovane è stato sommerso da messaggi di solidarietà e dall'affetto di parenti e amici, che si sono presentati a casa con palloncini e uova di Pasqua. «Matteo è il figlio di tutti: può capitare a chiunque di uscire e non tornare a casa per una violenza gratuita», rimarca Cocchino, «bisogna fare in modo che non accada più. Le mele marce vanno individuate e isolate, è una piccola battaglia che può salvare qualcun altro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

