Incarichi d’oro per i rifiuti, tutti assolti

19 Settembre 2019

Cade il reato di abuso d’ufficio contestato agli ex componenti del cda del Consorzio e a un avvocato

LANCIANO. Incarichi d’oro all’ex Consorzio rifiuti poi diventato EcoLan: si è chiuso con un’assoluzione il terzo processo in 8 anni contro gli ex componenti del cda. Nessun abuso d’ufficio né incarichi affidati in modo illegittimo. Si chiude con la formula del fatto non sussiste, il processo in cui erano accusati di abuso di ufficio in concorso i membri dell’ex cda dell’EcoLan ovvero l’ex presidente Gianpanfilo Tartaglia, gli ex consiglieri Guerino Caporale, Sabatino Di Carlo, Riccardo Di Deo Iurisci, Orazio Martelli e il direttore generale Sandro Fantini e l’avvocato Marco Di Domenico. Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal pm Francesco Carusi, gli imputati avrebbero conferito incarichi legali tra il 2009 e il 2012 a Di Domenico, violando le leggi e procurando un ingiusto profitto all’avvocato di oltre 70mila euro. Ma per il collegio (presidente Andrea Belli, a latere Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi) non ci sono state violazioni né abusi. Nelle varie udienze che si sono succedute dal rinvio a giudizio del febbraio 2016, sotto la lente di ingrandimento del collegio sono finiti gli incarichi affidati a Di Domenico, delibere, documenti, fatture e testimoni. La Procura intendeva dimostrare che gli incarichi erano stati affidati «in violazione delle leggi relative al conferimento degli incarichi», addirittura verbalmente. Di Domenico, per la Procura, «avrebbe approfittato della situazione, conseguendo il vantaggio patrimoniale corrispondente alle somme liquidate dall’ente per i rapporti di prestazione d’opera professionale illegittimamente costituiti». Accuse smontante dai legali Massimo Cirulli, Tito Codagnone, Giuseppe Catinari, Gianfranco Di Iorio e Giovanni Gebbia che hanno chiesto l’assoluzione. Chiesta anche dal pm Carusi. Il magistrato pur affermando in aula che «gli incarichi sono stati dati in modo illegittimo, con irregolarità amministrative, non garantendo imparzialità, trasparenza ed economicità di un ente pubblico quale l’ex Consorzio rifiuti» ha chiesto l’assoluzione per prescrizione per alcuni incarichi mentre l’assoluzione piena per altri. Il collegio ha assolto tutti scrivendo la parola fine ai processi sui presunti incarichi d’oro nell’ex cda della società dei rifiuti, partiti da un’inchiesta nata nel 2012 nell’allora Consorzio comprensoriali smaltimento rifiuti.