Incastrato dal cappuccio, va processo per la rapina
VASTO. A dicembre l’arresto, questa mattina il processo. I giudici vastesi dovranno stabilire oggi se l’autore della rapina compiuta il 17 novembre 2016 a un pensionato fu Yuri Marianacci. L’accusato...
VASTO. A dicembre l’arresto, questa mattina il processo. I giudici vastesi dovranno stabilire oggi se l’autore della rapina compiuta il 17 novembre 2016 a un pensionato fu Yuri Marianacci. L’accusato nega e sostiene che il giorno della rapina fosse altrove. I carabinieri lo arrestarono quindici giorni dopo il fatto. Secondo i militari sarebbe lui il giovane che, dopo aver colpito con un pugno un 65enne che rientrava a casa mandandolo al pronto soccorso, gli aveva portato via il portafogli. Il fatto si era verificato all’incrocio fra corso Mazzini e via Cupello cinque minuti prima di mezzogiorno. Il pensionato, a causa dello spavento, era stato colto da malore e per precauzione trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Pio. I militari quel giorno ascoltarono il racconto della vittima raccogliendo altre testimonianze e realizzando una sorta di identikit.
L’aggressore indossava un giubbotto con un cappuccio, e pare che proprio quel capo d’abbigliamento abbia testimoniato contro l’accusato. Dopo il colpo l’aggressore era fuggito verso la chiesa dei Sette Dolori. Un percorso coperto dalle telecamere della videosorveglianza. Il riconoscimento dell’autore della rapina, nonché le numerose violazioni della sorveglianza speciale alla quale era sottoposto, riscontrate dalle pattuglie di carabinieri hanno portato all’imputazione. L’indagato oggi sarà assistito in aula dal proprio legale, l’avvocato Massimiliano Baccalà. Secondo quanto raccontato dalla vittima ai carabinieri il bottino era stato di circa mille euro. La difesa proverà a smontare il castello accusatorio. Diverse le contestazioni che l’avvocato Baccalà farà in aula.
Paola Calvano

