Inceneritore, un “no” lungo 3 chilometri

Da Sant’Eusanio a Lanciano sindaci, associazioni, scolaresche e volontariato uniti nella marcia contro il termovalorizzatore
SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Oltre tre chilometri di manifestanti, sindaci con i gonfaloni, scolaresche, associazioni ambientaliste, gruppo sportivi e di volontariato, comitati popolari: ieri a Brecciaio è stato gridato un forte “no” alla realizzazione della centrale termovalorizzatrice in Val di Sangro. È partito alle 9 di ieri, da piazza Auriti (chiesa della Madonna di Fatima) a Brecciaio, il corteo per manifestare contro l’inceneritore tra Lanciano e Sant’Eusanio; l’arrivo c’è stato in prossimità della chiesa di Sant’Onofrio.
LA PROTESTA E IL PROGETTO. La manifestazione è rientrata nella mobilitazione popolare per impedire la realizzazione di un “pirogassificatore” che il progetto prevede tra Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro e Colle Campitelli di Lanciano. “Questo inceneritore non s’ha da fare” e “Giù le mani dalla nostra terra”: sono stati questi due slogan il filo conduttore di tutto il corteo. Alessandro Lanci, dell’associazione Nuovo Senso Civico, ha spiegato ancora una volta cosa prevede il progetto: «Dietro la roboante e rassicurante definizione si nasconde in realtà un mega impianto a biomassa/inceneritore da 26 MWt che può trattare 33mila t/anno di rifiuti e 52.560 t/anno è la capacità di trattamento. Alla fine saranno prodotti gas (syngas: 1% d’idrogeno solforato, 8% di monossido di carbonio), olio (synoil: 1% di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) e carbone (chair: 80% amorfo, cosiddetta feccia che contiene cloro nella componente volatile; 18% ceneri, ossidi metallici; 2% idrogenuri e solfuri), combustibili che poi saranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. Chi ha interessi dice che non si tratta di un inceneritore, a noi non interessa disquisire sulle parole ma sui fatti; conta questo: nuoce alla salute sì o no? Noi diciamo di sì e lotteremo insieme ai cittadini affinché non si realizzi».
I PARTECIPANTI. Il corteo-camminata è stato organizzato dal Comitato popolare No all’inceneritore in Val di Sangro, costituito soprattutto da cittadini di Sant'Eusanio, Perano, Lanciano, Castel Frentano, Casoli, Altino. Diversi gli amministratori comunali che hanno partecipato: Atessa, Altino, Archi, Casoli, Castel Frentano, Lanciano, Perano, Roccascalegna, Sant'Eusanio del Sangro. Amministrazioni che, tramite consigli comunali o giunte, hanno espresso formalmente la propria contrarietà al progetto.
LA ZONA DELL’IMPIANTO. L’La struttura dovrebbe sorgere a ridosso dell’Oasi di Serranella, in prossimità del fiume Sangro, vicino alle aree protette di Mozzagrogna e di Torino di Sangro. La zona è vocata all’agricoltura e turismo. «Noi vogliamo continuare sulla strada della raccolta differenziata per ridurre al minimo lo scarto indifferenziato», affermano dal Comitato No all'inceneritore e aggiungono: «Vogliamo che sia rivolta maggiore attenzione alle nostre aree protette che con questo progetto sono screditate». Ieri la risposta del territorio c'è stata ed era questa la condizione essenziale chiesta dai promotori dell'iniziativa che in una riunione preparatoria hanno affermato: «Lotteremo per il nostro territorio al fianco dei cittadini, diciamo “no” senza se e senza ma. Dobbiamo far sentire la nostra contrarietà con osservazioni, atti politici manifestazioni, iniziative. A differenza di Ombrina qui abbiamo un privilegio perché sarà la Regione a rilasciare le autorizzazioni».
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