Inchiesta sulla Ops, il caso in Provincia: «Faremo chiarezza»

28 Marzo 2024

Il presidente Menna: sì al consiglio richiesto da Costa (FI) Ma l’opposizione attacca: «Subito le dimissioni del cda»

CHIETI. Dalle aule di giustizia a quelle della politica. L’inchiesta sulle spese della Ops, la società di proprietà di Provincia e Comune di Chieti che si occupa di controlli sulle caldaie, sfociata in cinque indagati, sarà discussa anche in consiglio provinciale. Una richiesta avanzata da Maurizio Costa, consigliere di minoranza di Forza Italia (e in municipio della lista civica di Forza Chieti). E che viene accolta di buon grado dal presidente dell’ente Francesco Menna, che insieme al sindaco del capoluogo Diego Ferrara – entrambi esponenti del Pd – ha diffuso una nota per commentare le indagini che riguardano, tra gli altri, il presidente della Ops Alessio Monaco, sindaco di Rosello fresco di elezione all’Emiciclo con “Alleanza verdi sinistra”.
CASO IN CONSIGLIO PROVINCIALE
«Condivido quanto richiesto da Costa», afferma Menna, «con lo stesso spirito di trasparenza e completezza che ha sempre contraddistinto il nostro atteggiamento di fronte a qualsiasi vicissitudine della società: il consiglio provinciale», sottolinea il presidente, «sarà la sede per fare ulteriormente chiarezza su una vicenda che ho appreso dalla stampa».
L’INCHIESTA
Gli indagati, oltre al presidente Monaco, sono la vicepresidente Simona Torelli, il consigliere Michele Maccione, l’ex vicepresidente Graziella Di Filippo e l’ex consigliere Federico Gallucci. A loro il pubblico ministero Giuseppe Falasca contesta i reati di peculato e abuso d’ufficio. Sull’Ops inoltre ha avviato un’inchiesta anche la Corte dei conti per far luce su compensi dei dirigenti e spese sulle quali ha fatto rilievi anche la Provincia, socia di Ops all’89,7% (il Comune di Chieti detiene il restante 10,3%).
«CHIAREZZA AL PIÙ PRESTO»
«Siamo certi», commentano Menna e Ferrara, «che le attività di verifica sull’operato della Ops serviranno a portare chiarezza in merito alle contestazioni sollevate. Come pubblici amministratori non possiamo che augurarci che ciò accada in modo completo e nel minor tempo possibile, così da consentire alla società di assolvere alle sue funzioni nel migliore dei modi. Abbiamo sin da subito assicurato verifiche interne ai nostri rispettivi enti e la massima collaborazione con gli inquirenti. Auspichiamo che anche le parti coinvolte possano chiarire la propria posizione al più presto e nel modo più esauriente possibile».
«DIMISSIONI SUBITO»
«Una sorpresa per chi, nel ruolo che ricopre, ha preferito ignorare le nubi di tempesta che si stavano da tempo addensando»: questo invece il duro commento di Costa, che rivendica: «Da tempo, in qualità di consigliere provinciale, ho segnalato lo sperpero che in maniera scellerata veniva fatto dal cda della Ops. Non posso non sperare che arrivi finalmente dalla magistratura un punto fermo sulle responsabilità della incresciosa situazione che mette a rischio i rinnovi dei contratti, con l’altro rischio di lasciare altre famiglie senza lavoro. Il presidente e tutto l’organo gestionale della partecipata farebbero cosa giusta a dimettersi, perché è evidente la responsabilità del cda su quanto sta accadendo».
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