Inchiesta Unidav La donna lascia il carcere per i domiciliari
CHIETI. Mentre finisce in carcere, a Rebibbia, anche Ciro Barbato, l’ultimo degli indagati per i 900mila euro spariti all’Unidav, alcune misure cautelari vengono riviste su istanza degli avvocati...
CHIETI. Mentre finisce in carcere, a Rebibbia, anche Ciro Barbato, l’ultimo degli indagati per i 900mila euro spariti all’Unidav, alcune misure cautelari vengono riviste su istanza degli avvocati difensori. Lorenzina Zampedri, la manager 64enne di Riparbella in Toscana, considerata uno dei cervelli dell’operazione tesa a svuotare, secondo le accuse, le casse dell’università telematica Leonardo da Vinci, esce di prigione e finisce ai domiciliari, che sta ora scontando a Torino. Lo scorso 11 luglio, inoltre, il tribunale del riesame dell’Aquila ha accolto la domanda di una misura meno afflittiva nei confronti di due dei 18 indagati, Fabrizio Cilli di Città Sant’Angelo, e Alberto Rimicci di Roma. Il tribunale ha applicato a entrambi in sostituzione la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività professionale e imprenditoriale. In particolare, il tribunale «interdice a entrambi temporaneamente le attività inerenti l’esercizio di uffici direttivi di imprese e società commerciali; a Rimicci anche l’esercizio della professione di commercialista». La stessa richiesta è stata invece rigettata per Ernestino Di Febo di Città Sant’Angelo e Cristiano Diodati di Spoltore.

