Incidenti, in provincia 25 morti in un anno

7 Novembre 2020

Destano allarme gli ultimi dati elaborati dall’Aci, il presidente Tatozzi: siamo preoccupati per i giovani

CHIETI. Nel 2019, sulle strade della provincia di Chieti, ci sono stati 25 morti e 1.271 feriti. Sono stati invece 831 gli incidenti. Destano allarme gli ultimi dati sugli elaborati da Aci (Automobile club italiano) e Istat. In particolare, se prendiamo in considerazione la fascia di età tra i 5 e i 26 anni, i dati fanno registrare 2 morti e 310 feriti. Tra i feriti ci sono anche 17 pedoni. L’Aci da sempre cerca di aumentare la cultura del rispetto delle regole della strada, soprattutto tra i giovani. A livello nazionale e mondiale, infatti, i giovani risultano i più coinvolti negli incidenti stradali.
«Siamo preoccupati per i giovani e le categorie vulnerabili», dice infatti Camillo Tatozzi, presidente dell’Automobile Club di Chieti, «bisogna intervenire subito per contribuire ad arginare il grave fenomeno dell’incidentalità stradale». In previsione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada che cade il 15 novembre, l’Aci di Chieti lancia “This is my Street”, campagna nazionale per la sicurezza stradale in collaborazione con la Federazione internazionale dell’automobile. La campagna è finalizzata a incrementare tra i più giovani la cultura della sicurezza sulla strada. «È fondamentale», dice Tatozzi, «creare i presupposti per far sì che i futuri utenti della strada siano in grado di adottare comportamenti più sicuri e consapevoli». Quattro gli obiettivi principali della campagna: diffondere la conoscenza delle principali norme del Codice della strada; aumentare la conoscenza dei fattori di rischio degli incidenti stradali; migliorare la consapevolezza del fatto che il rispetto delle norme contribuisce, in modo determinante, a proteggere la propria e le altrui vite; illustrare l’importanza e il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza, come casco e cinture. I ragazzi che parteciperanno a “This is my Street” esporranno cartelli dove sono riportate alcune frasi sulla sicurezza stradale, indirizzate alle istituzioni ed alla collettività, per promuovere l’adozione di efficaci azioni d’intervento. «L’auto», conclude Tatozzi, «rimane il principale mezzo di trasporto, ma aumenta il numero di chi, per muoversi in città, sceglie forme di mobilità dolce o micro mobilità elettrica. Anche per questo, ci deve essere, da parte di tutti, pedoni inclusi, il massimo rispetto delle regole, indipendentemente dal mezzo utilizzato. È necessario anche prevedere la realizzazione di adeguate infrastrutture e percorsi dedicati».