Incontri in spiaggia per non farsi intercettare

25 Luglio 2024

E 8 indagati su 9 restano in silenzio dal giudice. Ceddia: sono innocente. Oggi l’interrogatorio di Zinni

CHIETI. Avevano paura del «trojan», il captatore informatico che trasforma un cellulare in un microfono spia h24. I componenti della banda dei finti incidenti stradali parlavano spesso all’aperto e, soprattutto, tenendo a distanza gli smartphone. È quello che accade il 22 marzo 2023, quando il capo, l’avvocato Alfonso Zinni, deve incontrare l’ausiliario socio sanitario Ettorino Di Croce, il «referente ospedaliero» dell’associazione criminale che ha il compito di «sottrarre certificati medici genuini rilasciati in favore di terzi per la successiva falsificazione». Il colloquio si svolge sulla battigia del Foro di Francavilla al Mare, «con la precauzione di lasciare in auto il telefono per il timore dell’inoculazione del trojan», osserva il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis.
Ieri è stato il giorno dei primi interrogatori. Otto dei nove indagati convocati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono rimasti in silenzio Domenico Fragaglia, considerato uno dei coordinatori dell’associazione per delinquere, i suoi diretti collaboratori Antonio Luca Ruzzi e Roberto Giuseppe Nicola Leanza, gli avvocati Fabrizio Masciangelo e Massimiliano Ceddia, il medico Gabriella Ottaviano, l’hacker Lorenzo Bartolacci e Di Croce. L’unico a fornire la sua versione dei fatti è stato l’avvocato Marco Francioni. Oggi sarà il turno dei restanti componenti della banda, a partire da Zinni. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Vittorio Supino, Italo Colaneri, Alessandro Mascitelli e Donato Carinci. «Non abbiamo potuto rendere l’interrogatorio», dice l’avvocato Massimo Finizio, difensore di Ceddia, «perché non siamo riusciti ad accedere ancora all’intero fascicolo delle indagini. Comunque daremo presto la nostra versione dei fatti per chiarire la posizione del mio cliente, che è tranquillo e sicuro di dimostrare la sua estraneità o qualsiasi suo coinvolgimento nel presunto sodalizio criminale, vista anche l’assenza di intercettazioni telefoniche in tal senso. Il mio cliente è sereno, sebbene inevitabilmente scosso per quanto accaduto: faremo presto luce sulla sua innocenza». (g.let.)
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