Incontro segreto per i lavori sospesi

6 Novembre 2015

Vertice tra impresa, Tribunale, Provincia, Procura e Provveditorato. Accordo per l’utilizzo di parte dell’ala finita

CHIETI. Riunione segreta per il nuovo tribunale di Chieti con i lavori di riqualificazione da 7 milioni di euro interrotti dall’ impresa Spinosa perché i locali dell’ammezzato Galliani, dove la ditta avrebbe dovuto iniziare i lavori, sono ancora occupati da fascicoli e dipendenti, in un caos ingestibile aggravato dall’ultimo corto circuito che ha innescato un incendio in un’aula del primo piano.

Si è attivato un percorso che consentirà l’utilizzo parziale del nuovo tribunale, e che quindi permetterà di trasferire dipendenti e documenti in una parte delle stanze ristrutturate, così da dare il via libera ai lavori nell’ala Galliani. Sono le scarne notizie trapelate a margine dell’incontro. Consegna del silenzio dunque sul risultato del vertice tra presidente del tribunale Geremia Spiniello, presidente dell’ordine degli avvocati Pierluigi Tenaglia, presidente della Provincia Mario Pupillo (ormai quasi proprietario dell’edificio), procuratore capo Pietro Mennini e il direttore dei lavori delle provveditorato regionale alle Opere pubbliche per la riqualificazione di una struttura che non è certamente il caveau della Cia ma un edificio di giustizia dove gli operatori sono istituzionalmente chiamati a lavorare «in nome del popolo italiano». E il popolo italiano vorrebbe essere informato di cosa sta succedendo nel luogo deputato a risolvere i loro affari penali e civili.

Un appalto importante, forse il più importante della città, avviato dopo che la metà del palazzo fu dichiarato inagibile per gli effetti del terremoto del 2009. E che ottenne i finanziamenti dello Stato, di quella parte destinata alle zone fuori cratere.

I lavori, dopo una lunga gestazione della Provincia che ha impiegato anni per fare progetti definitivo e esecutivo, finalmente vengono appaltati. Cancellieri, impiegati, avvocati e operatori si trasferiscono nel palazzo della Provincia in via Arniense, dove si svolgono solo cause civili, in condizioni assurde. Mentre nell’edificio dell’ex ferramenta Galliani sono ammassati come sardine i dipendenti del settore penale, situazione che si aggrava dopo il recente incendio. E che ha provocato la protesta degli impiegati, che hanno dichiarato lo stato di agitazione, costretti a lavorare ancora più stretti, con fascicoli pieni di fuliggine o al massimo puliti con una “pezzetta” e a entrare in luoghi contaminati dal rogo. In quei giorni arriva la sospensione del cantiere della impresa Spinosa che, impossibilitata a continuare i lavori nell’ala Galliani, ancora occupata, ha messo gli operai in cassa integrazione fino al 29 gennaio 2016. Di fronte al rischio di restare in queste condizioni fino al nuovo anno, è iniziato il frenetico trasloco dei fascicoli per liberare l’ammezzato da riqualificare. Ieri il vertice dove la impresa ha consentito di utilizzare parte dell’edificio principale già finito, o quasi, e la promessa di ripresa di lavori nell’ammezzato. Quando e come? Non è dato sapere. É un segreto.(k.g.)