Indagato e interrogato “Maschio 100%”

Salvatore Marino sentito in gran segreto dalla polizia di Chieti si difende dall’accusa di antisemitismo e odio razziale
CHIETI. Il pm è una donna, Marika PaPonziani. Ma Maschio 100%, al secolo Salvatore Marino, paladino in Abruzzo del neomaschilismo, non è finito nei guai con la giustizia per le sue idee coriacee contro il femminismo. Il pescarese Marino è invece indagato per antisemitismo e odio razziale. Due giorni fa, in gran segreto, è stato interrogato in questura. La polizia gli ha notificato un decreto di proroga delle indagini, e lo ha ascoltato per oltre un’ora su un singolarissimo fatto partito nel 2013 da un esposto al Polpost di Pescara. A fare finire nei guai il personaggio abruzzese che si dichiara leader nazionale del neomaschilismo antifemminismo è stata una collezione di manifesti captati da un sito americano e trasferiti nel proprio. Manifesti che inneggiano all’antisemitismo, che irridono gli ebrei, il papa emerito Ratzinger ed i politici, nessuno escluso. Spunta persino Berlusconi tra quelle immagini finite sotto la lente d’ingrandimento della procura di Chieti. E poi c’è la più grave delle frasi sul “battesimo di sangue dei bimbi palestinesi”. Maschio 100% si sarebbe difeso bene davanti ai poliziotti che lo incalzavano con domande su quelle frasi antisemite che inneggiano anche a Hitler e che perciò hanno fatto scattare la violazione di una legge speciale contro la discriminazione razziale che prevede fino a un anno di reclusione per chiunque diffonda idee sulla superiorità della razza oppure inciti a un sentimento di odio. «Ma io non ce l’ho con gli ebrei», avrebbe in sintesi risposto Maschio al 100%, «né ho realizzato e diffuso quei manifesti semplicemente scaricati da Internet», da un sito, aggiungiamo, già chiuso e sparito dalle rete. L’interrogatorio di Salvatore Marino in questura è terminato poco dopo le 18,30. Tocca ora al magistrato decidere se chiedere di archiviare l’inchiesta sull’antisemitismo scaricato dal web oppure andare avanti.

