Industriali col sindacato «Il Vastese area di crisi»

Vertenze e fabbriche chiuse: AssoVasto si unisce alla richiesta della Cgil E il sindaco di San Salvo scrive alla Denso: aiutate i 25 operai della Sam
VASTO. Le saracinesche si abbassano, gli impianti si fermano. Le aziende vanno via e decine di lavoratori sono senza stipendio. Oggi i lavoratori della Sam terranno un sit in davanti alla Denso. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, ha formalmente invitato i responsabili del colosso giapponese per i quali lavorava la Sam, a riassorbire i lavoratori. E intanto altre aziende rischiano di chiudere. AssoVasto lancia un appello alla Regione e al Mise: «Il Vastese venga riconosciuto come area di crisi». AssoVasto insieme agli operatori portuali tornano a sollecitare la Zes, zona economica speciale.
AREA DI CRISI. Le aree di crisi industriale riguardano territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale e con impatto significativo sulla politica industriale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale. La complessità deriva dalla crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto. «È esattamente quello che sta accadendo nel Vastese», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. La Cgil è dello stesso avviso e anche i sindaci del territorio. «Chiediamo all’assessore regionale Mauro Febbo di convocare un tavolo per concordare la richiesta di area di crisi al ministero», dice La Rana. «In Abruzzo al momento solo la Val Vibrata ha ottenuto il riconoscimento. Il Vastese sta peggio della Val Vibrata. Le aziende muoiono e l’effetto domino provoca la chiusura di tante attività commerciali e turistiche. Il ministero», ricorda La Rana, «cura l’attuazione di politiche e programmi per la reindustrializzazione e riconversione delle aree e dei settori colpiti dalla crisi mediante la stipula di appositi accordi di programma e progetti di riconversione e riqualificazione industriale, promuovendo (anche mediante cofinanziamento regionale e con l'utilizzo di tutti i regimi d'aiuto disponibili per cui ricorrano i presupposti) investimenti produttivi anche a carattere innovativo». AssoVasto, ma anche i sindacati, chiedono la riqualificazione delle aree interessate, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree industriali dismesse, il recupero ambientale, l’efficientamento energetico dei siti e la realizzazione di infrastrutture.
VERTENZA SAM. Intanto ci sono 25 lavoratori che non hanno più uno stipendio. Sono i lavoratori della Sam azienda che ha sempre lavorato solo per Denso. Ed è al colosso industriale che si è appellata il sindaco, Tiziana Magnacca, con una lettera indirizzata ai dirigenti. «Duole constatare», scrive la Magnacca, «come siano dolorose e insopportabili le vicissitudini che stanno attraversando i lavoratori della Sam che ora si ritrovano senza lavoro e senza futuro nonostante gli sforzi compiuti per salvaguardarli. Ancor più se si considera l’alta professionalità e le competenze acquisite in questi anni da questi uomini e queste donne che per anni hanno garantito, con puntualità, lavorazioni adeguate ai vostri elevati standard produttivi». Il sindaco Tiziana Magnacca confida in un intervento della Denso. Intanto oggi, dalle 8, gli ex lavoratori della Sam manifesteranno la loro disperazione e la loro rabbia davanti ai cancelli del colosso giapponese. «Dopo 30 anni di lavoro siamo rimasti con un pugno di mosche in mano», hanno ricordato amaramente. (p.c.)
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