Industriali e sindacati: «Un piano per lo sviluppo»

Le ditte di Vasto e San Salvo contro la Regione: «Entro 15 giorni risposte sulla Zes» Magnacca convoca Lolli: subito investimenti per il porto e opportunità per le aziende
SAN SALVO. Il Vastese ha paura di perdere l’ultimo treno per la ripresa economica. A rischio il riconoscimento della Zona economica speciale (Zes). Industriali e sindacalisti, al termine di una riunione che si è tenuta giovedì sera a San Salvo, hanno dato mandato al sindaco Tiziana Magnacca di convocare il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli per un incontro da fare a San Salvo «entro e non oltre 15 giorni»: «È ora che la Regioni parli chiaro», hanno detto gli imprenditori.
Le piccole aziende tremano, le grandi guardano oltre i confini, gli operatori portuali sono disorientati. La Regione però continua a tacere. Graziano Marcovecchio, presidente della Pilkington Italia spa, ha reclamato rispetto per il Vastese e ha spiegato che la Zes non mette in discussione solo il futuro del porto di Punta Penna, ma anche le opportunità per le imprese: «È necessario», ha detto Marcovecchio, «nel rispetto delle aziende già esistenti, provvedere a individuare anche zone per nuovi insediamenti industriali».
Lolli, però, non era presente e non ha potuto rispondere alle richieste di un territorio in affanno: «Lolli», ha detto la Magnacca, «ha giustificato l’assenza con sopraggiunti impegni e altrettanto hanno pensato di fare i consiglieri regionali della maggioranza». All’invito sono intervenuti diversi sindaci del Vastese, i vertici aziendali delle maggiori industrie del territorio, rappresentanti sindacali aziendali e di categoria, Confindustria e l’Associazione degli industriali del Vastese, i consiglieri regionali Mauro Febbo e Pietro Smargiassi. Febbo ha ricordato che la Zes è l’unica risposta che al momento si possa dare agli imprenditori mentre Smargiassi ha ribadito come attraverso la Zes si possa rilanciare l’economia con l’arrivo di nuove aziende.
«Mancava», fanno notare gli industriali, «solo l’interlocutore ufficiale: la Regione, che ad oggi non ha ancora provveduto, nonostante i proclami dell’allora presidente e ora senatore, Luciano D’Alfonso, a istituire la Zes perimetrando le aree ad essa destinate».
L’amministrazione comunale di San Salvo teme che il territorio perda l’ultima opportunità di rilancio e occupazione. «Si è scommesso», ricorda la Magnacca, «su un accordo con il Molise, mentre la regione a noi vicina si è legata alla Puglia».
Duro l’intervento di Gianluca Ravasini di Confindustria Chieti-Pescara: Ravasini ha ribadito l’importanza per le imprese di avere uno scalo portuale adeguato. Concetto ribadito da Giuseppe Argirò, presidente del Comitato piccola industria di Confindustria Abruzzo. Per il mondo sindacale con Franco Zerra, della Femca responsabile Aft Cisl, e Michele Manzi, segretario generale Uilm Chieti-Pescara, la vera emergenza resta il tema del lavoro: «Ben vengano», hanno detto i sindacati, «strumenti utili a garantire il mantenimento dei posti di lavoro senza mai perdere di vista la necessità di generare nuova occupazione».

