Infarto dopo la visita: salvata

12 Novembre 2016

49enne si sente male all’uscita del policlinico, team di medici e volontari la riporta in vita

CHIETI. Mancavano pochi passi per raggiungere l'uscita dell'ospedale dove si era recata per una visita medica quando improvvisamente le sue ginocchia si sono piegate e S.D.B., 49 anni, è piombata sul pavimento colpita da un infarto.

È stata l’immediatezza dei soccorsi a salvarle la vita, una rete di protezione a maglie strette scattata dopo l’allarme lanciato da Lorenzo Fagnano sovrintendente di polizia in servizio al posto fisso del policlinico e da due volontari del Tribunale per i diritti del malato, Marino Baroncini e Antonio Ronzini.

«Eravamo all’ingresso principale dell’ospedale davanti alla porta della sede della nostra associazione» racconta Baroncini «quando il mio collega ha visto crollare a terra la signora. Ci siamo subito avvicinati e resi conto che non si trattava di una banale caduta così sono corso al bar interno dell’ospedale per chiedere aiuto ai medici che affollavano la sala».

«È successo tutto in pochi minuti» racconta il sovrintendente Fagnano «alle 8,15 la signora si è sentita male, due minuti dopo sul posto c’era già un medico a rianimarla, nel frattempo ho allertato anche l’ambulanza medicalizzata. Il lavoro di squadra ha consentito di salvare la vita della donna» sostiene il poliziotto che ha avuto un bel da fare per tenere lontane le tante persone che a quell’ora si trovavano al bar e nell’atrio del policlinico.

«Mentre il cardiologo dell’Utic , Antonio De Lucia praticava il massaggio cardiaco all’infartuata mi sono preoccupato di tenere lontano i tanti curiosi. C’erano una settantina di persone sul posto in quel momento e tutti volevano sapere l’esito dei soccorsi e se ce l’avrebbe fatta a superare la crisi cardiaca».

S.D.B. è in cura al policlinico per gravi motivi di salute anche se non riguardano la sfera cardiologica. E ieri mattina la donna si era recata in ospedale proprio per sottoporsi ad alcuni controlli di routine.

«Se si fosse sentita male altrove probabilmente non ce l’avrebbe fatta» riprende il soprintendente di polizia «i soccorsi immediati da parte dei medici le hanno salvato la vita». Molti lo chiamano destino altri invece preferiscono attribuire il salvataggio della quarantanovenne ad un intervento divino. La cosa certa è che a stabilizzare il cuore impazzito della donna e ad evitare che si fermasse per sempre sono state professionalità e sana caparbietà del dottor De Lucia che per 30 interminabili minuti, dandosi il cambio con un collega, ha praticato il massaggio cardiaco.

«La signora è affetta da una grave patologia non cardiaca che viene curata e tenuta sotto controllo al policlinico» spiega il cardiologo De Lucia «posso dire che è stata comunque una fortuna che l’infarto si sia manifestato all’interno dell’ospedale. Se le fosse capitato altrove forse non ce l’avrebbe fatta. La procedura cardiopolmonare è stata lunga e complessa. Prima del mio intervento la paziente è stata soccorsa dal neurologo Paolo Marchionno che si trovava a pochi passi dalla signora, subito dopo ho iniziato le pratiche per rianimarla. Il massaggio cardiaco è durato una trentina di minuti durante i quali mi sono dato il cambio con un altro cardiologo e in attesa dell’arrivo dei colleghi del 118 per il trasporto della paziente, che ha problemi di obesità, nel reparto di Terapia intensiva cardiologica. In seguito gli anestesisti sono intervenuti sulla fibrillazione maligna del cuore. Ora» aggiunge il cardiologo «la paziente è ricoverata nel reparto dell’Utic in prognosi riservata». Nella serata di ieri le condizioni di S.D.B., che risiede a Chieti, sono leggermente migliorate anche se la prognosi non è stata sciolta. Oggi la donna dovrà essere sottoposta ad altre indagini cardiologiche, ma quello che è accaduto ieri dimostra che la buona sanità è possibile quando in campo prevale il gioco di squadra.