«Infermieri in carcere in condizioni difficili»

Bianchi (Nursing Up): criticità a Chieti, Lanciano e Pescara per ambienti inidonei e mansioni diverse
CHIETI. «Sono al limite le condizioni lavorative degli infermieri impegnati in alcune carceri della Regione. Molti, poi, non sono nemmeno stabilizzati nonostante lavorino da anni in queste strutture». È la denuncia di Patrizia Bianchi, consigliere referente regionale del Nursing Up, sindacato degli infermieri, sulle condizioni di lavoro di una trentina di infermieri impegnati nelle strutture carcerarie in particolare di Chieti, Lanciano e Pescara.
«Gli infermieri lavorano in ambienti non idonei e svolgono mansioni che spesso vanno oltre quelle di propria competenza», sottolinea Bianchi, «i problemi sono, in primis, strutturali. Nelle carceri di Chieti, Lanciano e Pescara gli ambulatori dove vengono fatte le visite ai detenuti non hanno spazi adeguati. Non sono a norma gli spazi né le finestre e il riscaldamento lascia a desiderare tanto che qualcuno è costretto a portarsi lo scaldino da casa per non gelare. Gli spogliatoi del personale infermieristico e medico sono minuscoli con finestre rotte e senza bagno».
Questi i problemi strutturali che a Pescara si stanno affrontando visto che l’area sanitaria è in ristrutturazione, si sta mettendo a norma anche se medici e infermieri spesso lavorano in mezzo alla polvere. Ma anche le condizioni di lavoro non sono semplici.
Secondo il Nursing Up spesso gli infermieri svolgono mansioni non proprie e sono pochi numericamente, in particolare a Chieti e Pescara. «Non c’è una farmacia unica a cui il personale sanitario può rivolgersi nelle tre città per avere i medicinali», riprende Bianchi, «ma deve spostarsi in diverse strutture. Persino le fiale di metadone le prendono gli infermieri e le portano in carcere. Per non parlare della sterilizzazione degli strumenti che spesso non avviene sul posto. Anzi, è il paramedico che prende gli strumenti, li porta nella struttura più vicina a sterilizzare e li riporta in carcere. Sempre al personale infermieristico spetta spesso portare fuori i rifiuti speciali, cosa che non dovrebbe affatto fare. Inoltre», prosegue Bianchi, «c’è carenza di personale infermieristico e la metà di quello che c’è non è di ruolo e deve essere stabilizzati».
Sono molti gli interventi che si fanno in carcere, le cure prestate senza nemmeno attese troppo lunghe. Si possono fare visite specialistiche, le più difficili da portare a termine sono quelle odontoiatriche, ma spesso grazie alla presenza nelle tre città di ospedali i detenuti vengono anche curati fuori. Un mondo comunque particolare quello della medicina penitenziaria che, secondo il Nursing Up, merita un’attenzione maggiore da parte delle Asl. (t.d.r.)
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