«Infermieri senza mascherine» La Asl alle aziende: «Aiutateci»

13 Marzo 2020

I sindacati vanno in procura: «Sanitari esposti al rischio contagio, così lavorano senza sicurezza» Il dg Schael ammette la carenza dei dispositivi di protezione individuale e lancia un appello ai privati  

CHIETI. Hanno paura di ammalarsi di coronavirus gli infermieri in servizio senza mascherine e guanti negli ospedali di Chieti, Lanciano e Vasto. E ora arriva in Procura il caso degli infermieri esposti al rischio contagio: quattro sindacati – Nursind, Fials, Nursing Up e Fsi – hanno mandato una diffida alla Regione e al direttore generale della Asl Thomas Schael e quei tre fogli in cui denunciano «la grave carenza dei dispositivi di protezione individuale necessari a garantire la sicurezza» sono finiti anche in Procura.
SCORTE SCARSE. La lettera dei sindacati, firmata da Vincenzo Pace del Nursind, Giordano Di Fiore della Fials, Patrizia Bianchi del Nursing Up e Raffaello Villani dell’Fsi-Usae, parla di «disorganizzazione» negli ospedali, di «criticità emergenziali» ignorate e solleva l’ipotesi di scarse scorte di materiali. «Non avrebbe dovuto esserci alcuna sorpresa», recita l’esposto dei sindacati, «dal momento che l’allarme è stato lanciato da gennaio e, dunque, c’è stato tutto il tempo utile e necessario di predisporre l’adeguato approvvigionamento dei materiali».
APPELLO DELLA ASL. Per la Asl, invece, mascherine e guanti mancano perché qualcuno li avrebbe rubati e ora sono «introvabili». Di certo, i dispositivi di protezione negli ospedali sono pochi e, il giorno dopo la diffida dei sindacati, Schael lancia un appello, rivolto alle aziende di Chieti e provincia, che fotografa in pieno l’emergenza in cui gli infermieri sono costretti a lavorare: «Servono mascherine, guanti, cuffie e tutti i dispositivi di protezione individuale», dice il direttore generale, «siamo disposti ad acquistarli anche da aziende che abitualmente li utilizzano, ma in questo momento hanno il fermo produttivo». Una richiesta di aiuto «per fare fronte alle esigenze di questi giorni e al primo impatto dei casi di coronavirus negli ospedali della provincia di Chieti. Il richiamo», dice Schael, «è alla sensibilità delle imprese locali che utilizzano abitualmente questi presidi affinché possano offrirli in acquisto o in dono».
«USO IMPROPRIO». La Asl ammette così di non avere mascherine e guanti. Nei giorni scorsi, con una nota firmata dal dirigente delle professioni sanitarie Gennaro Scialò, la stessa Asl aveva ipotizzato sprechi e chiesto agli infermieri di ridurne l'uso: la Asl aveva ordinato ai caposala di vigilare sull'«uso improprio» e «assolutamente inadeguato». Secondo la Asl, gli infermieri avrebbero indossato troppo spesso mascherine e guanti e questo, sempre a detta della Asl, «potrebbe non solo arrecare un danno d'immagine per la Asl ma creare ulteriori problematiche aggiuntive nell’infection control».
CONTROLLI IN OSPEDALE. In una nota diffusa ieri, la Fials invoca l'apertura di un'inchiesta: «Rivolgiamo pubblicamente una richiesta, per tutelare sia operatori che cittadini, affinché si attivi chi è adibito al controllo per immediate ispezioni per controllare la gestione dei dispositivi di protezione in uso agli operatori. Riteniamo vergognoso che qualcuno possa lucrare, contingentando l’uso in questi momenti, sui dispositivi di protezione». Interviene anche l'Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) di Chieti: «Riteniamo indispensabile e irrinunciabile tutelare i professionisti infermieri».