Influenza, i contagi aumentano: «Picco tra Natale e Capodanno»

L’uso ridotto delle mascherine favorisce la circolazione del virus e con il freddo i casi cresceranno Primi teatini a letto con i sintomi, i medici avvertono: «Possono esserci anche forme aggressive»
CHIETI . L’influenza inizia a correre. Sono diversi i teatini alle prese con i classici sintomi dei malanni stagionali, dal raffreddore alla febbre. Il pensiero di chi è acciaccato va subito al Covid e alla paura di averlo contratto, ma all’esito negativo del tampone la deduzione è presto fatta. Eppure, nonostante l’aumento delle persone a letto con l’influenza, il picco non è ancora stato toccato, tanto che gli esperti avvertono: «Si raggiungerà tra Natale e le prime due settimane di gennaio».
FORMA AGGRESSIVA
Si parla di forme anche piuttosto serie del virus. «Sì, l’influenza sembra avere una importante capacità di diffondersi e un certo grado di aggressività», conferma Jacopo Vecchiet, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. «Quest’anno circolerà con una maggiore incidenza rispetto agli ultimi». Il professore evidenzia come l’uso delle mascherine ne abbia limitato la diffusione nel recente passato, ma l’allentamento delle regole sul loro uso farà risalire i casi di contagio: «Sento dire che per colpa delle mascherine il nostro sistema immunitario si è indebolito e quindi rischiamo di più con l’influenza. Non è assolutamente così», afferma Vecchiet.
LE PRECAUZIONI
La sintomatologia influenzale resta quella classica. Gli esperti invitano le persone a prendere tutte le precauzioni possibili per limitare la diffusione del virus. Uno su tutti: il vaccino. «Bisogna essere molto pragmatici», aggiunge il primario di Malattie infettive, «consiglio di sottoporsi alla dose antinfluenzale. È importante, soprattutto se parliamo di pazienti fragili. Consiglio anche l’uso della mascherina in tutte quelle situazioni in cui è opportuno indossarla».
IL PICCO
Nonostante sia già in circolazione, come detto la curva dei casi di contagio da influenza è destinata ancora a crescere. «Solitamente i virus influenzali», conferma Vechiet, «vedono il picco tra dicembre e gennaio. Proprio per questo motivo sarebbe importante vaccinarsi. Se si considera che l’immunità viene raggiunta nel giro di due-tre settimane, sottoporsi alla protezione in questo momento significherebbe avere più difese quando il virus circolerà con maggiore insistenza».
I REPARTI SI PREPARANO
Per il momento, comunque, non si registrano particolari problemi. La situazione sembra sotto controllo, anche se i reparti ospedalieri si sono già organizzati qualora le forme più aggressive richiedano il ricovero dei pazienti. Lo conferma il professor Francesco Cipollone, primario del reparto di Medicina 1 del policlinico di Chieti. «Non stiamo notando una crescita delle patologie delle vie respiratorie, in parte grazie ai vaccini ma anche perché solo negli ultimi giorni c’è stato un abbassamento delle temperature. Prevediamo un aumento documentato dei contagi tra Natale e i primi quindici giorni di gennaio», aggiunge. «Al momento non abbiamo segnali di crescita dei ricoveri dovuti a forme gravi di influenza, ma i nostri reparti sono operativi».
I POSTI LETTO
La Medicina 1 conta su circa sessanta posti letto ed è la più grande delle tre di cui dispone il Santissima Annunziata. La Medicina 2, infatti, diretta dal professor Ettore Porreca ha in reparto circa 24 letti, più o meno come la Clinica geriatrica della professoressa Maria Adele Giamberardino. Poi c’è il reparto di Malattie infettive con la sua ulteriore dotazione di posti letto che, però, vengono lasciati a pazienti con altre problematiche.
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