Ingegnere 28enne morto a Milano Attesa per il rientro della salma

15 Giugno 2023

Incredulità a Santa Maria Imbaro per la scomparsa di Nuccio Di Rado, appassionato di culturismo Il decesso sembra una conseguenza di un’embolia polmonare seguita a un blocco intestinale

SANTA MARIA IMBARO. C’è ancora tanta incredulità a Santa Maria Imbaro per la morte del giovane ingegnere Nuccio Di Rado, 28 anni, avvenuta qualche giorno fa a Milano, nell’ospedale Niguarda, dove era ricoverato dopo che aveva accusato un malore. Di Rado sarebbe stato colto da un blocco intestinale dal quale è poi partita un’embolia che lo ha portato via per sempre dai cari affetti. Una tragedia che ha sconvolto la famiglia e i residenti che ora attendono l’arrivo della salma per accompagnarla nel suo ultimo viaggio. I funerali a Santa Maria Imbaro, paese dove risiedono papà Pietro e mamma Nada, non ancora sono stati fissati poiché sulla salma non ancora è stata effettuata l’autopsia.
Nuccio aveva scelto il suo futuro lontano dall’Abruzzo, aveva grandi capacità intellettuali, e con la sua laurea in ingegneria, conseguita all’età di 24 anni al Politecnico di Milano, non gli era stato difficile trovare un’occupazione consona alle sue conoscenze acquisite grazie agli studi universitari che aveva portato a termine con profitto. Era l'orgoglio dei genitori, Nuccio: quando rientrava nel suo paese lo si vedeva in campagna ad aiutare papà Pietro e mamma Nada. Genitori che hanno sempre appagato ogni desiderio del loro unico figlio. L'affetto a lui vicino, con il quale condivideva ogni momento della giornata, era la sua compagna Miriana, con la quale viveva in Lombardia. L'ingegnere, da un anno, si era avvicinato al culturismo, ed era diventato un bodybuilder, di questa disciplina ne era affascinato e nel tempo libero correva in palestra ad allenarsi.
Un mare di attestati di cordoglio sono stati affidati ai social. Sulla pagina Facebook del gruppo Santa Maria Imbaro si legge: "Cari amici, oggi abbiamo ricevuto una triste e sconvolgente notizia. Nuccio Di Rado, figlio di Nada e Pietro, è volato in cielo. Una morte improvvisa e violenta che ha lasciato noi tutti nello sgomento ed in un profondo dolore. È stato un ragazzo bravo, tranquillo e studioso, figlio di una brava e buona famiglia, e un nostro apprezzato concittadino, un figlio della nostra comunità».
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