Ingegnere di colore aggredito: barbiere accusato di razzismo

5 Aprile 2023

Le minacce dopo una testata al volto, calci e pugni: «Negro, ti ammazzo e ti faccio a pezzettini» La procura contesta l’aggravante di aver commesso il fatto con finalità di odio e discriminazione

CHIETI. «Tu non sai chi sono io. Ti ammazzo, ti faccio a pezzettini, negro di m..., so dove abiti», e giù botte. C’è l’aggravante «di aver commesso il fatto per finalità di odio e discriminazione razziale» dietro l’aggressione compiuta da un barbiere teatino di 23 anni. A sostenerlo è il sostituto procuratore Giuseppe Falasca, che ha chiesto il processo per il giovane – ora accusato di lesioni personali e minacce – dopo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo sul pestaggio di un ingegnere di colore, 49 anni, nato a Napoli da genitori somali, che ha svolto anche consulenze per la procura partenopea, per la segreteria della presidenza della Camera dei deputati e per la commissione del Senato sul femminicidio. Il caso è arrivato ieri mattina davanti al giudice Luca De Ninis, che ha fissato la prossima udienza al 16 maggio, quando deciderà se rinviare a giudizio o prosciogliere l’imputato, difeso dall’avvocato Mauro Faiulli. La vittima, assistita dall’avvocato Umberto Di Primio, è pronta a costituirsi parte civile.
L’AGGRESSIONE
La notte tra il 22 e il 23 luglio scorsi, dopo l’una e mezza, l’ingegnere stava tornando a casa insieme alla compagna quando, dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio privato di un condominio, ha visto uscire dal palazzo un ragazzo. «Quel giovane», ha raccontato il 49enne davanti ai carabinieri, «nell’uscire dal portone, si stava sistemando i pantaloni, dando l’impressione che si fosse recato all’interno dell’atrio condominiale per un bisogno fisiologico». Alla richiesta di spiegazioni, il giovane – che poi i militari identificheranno nel barbiere – ha rivolto all’ingegnere una serie di insulti irripetibili. «Successivamente», ha ricostruito ancora la vittima, «lui mi si è avvicinato e mi ha colpito con una testata direttamente al volto, tanto che ho perso i sensi per alcuni istanti». L’uomo è caduto a terra ed è stato colpito anche con una raffica di calci sia dal principale aggressore che da due suoi amici (allo stato non individuati).
LE FRASI RAZZISTE
È stata la compagna della vittima ad aggiungere il dettaglio delle frasi a sfondo razziale, inducendo la procura a contestare la specifica aggravante che prevede l’aumento della pena fino alla metà. La donna ha aggiunto che il barbiere è saltato addosso al 49enne, ormai sull’asfalto privo di sensi, colpendolo anche con alcuni pugni. Un complice ha partecipato fattivamente al pestaggio, mentre un terzo ragazzo, rimasto in piedi, ha «aizzato gli amici all’aggressione. Fortunatamente, il mio compagno è riuscito a divincolarsi, anche grazie all’intervento del titolare di un bar vicino. Mentre intendevo chiamare le forze dell’ordine, i tre ragazzi si sono allontanati».
LA VITTIMA IN OSPEDALE
A svelare il nome del principale aggressore è stata un’altra donna intervenuta in quei minuti di grande tensione. Il mattino successivo l’ingegnere, dolorante al viso, ha raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, dove i medici lo hanno sottoposto a una serie di accertamenti diagnosticando “policontusioni con infrazione delle ossa nasali”, giudicate guaribili in venti giorni.
I PRECEDENTI
Già in passato l’imputato è finito nei guai per motivi giudiziari. Non solo: secondo una testimonianza raccolta dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo, poco prima di aggredire l’ingegnere, all’interno del vicino bar il 23enne aveva tentato di approcciare «sessualmente» una ragazza con parole «particolarmente volgari».
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