Insulta e pesta la moglie: operaio nei guai

Il 53enne ortonese allontanato da casa: non potrà più avvicinarsi alla donna. «Le controllava ogni giorno il cellulare»
CHIETI. Ha insultato e picchiato la moglie per anni, controllandole ogni giorno il telefono, per motivi di gelosia. Sono le accuse di cui deve rispondere un operaio ortonese di 53 anni, finito sotto inchiesta per maltrattamenti e lesioni personali aggravate: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati abitualmente. Il braccialetto elettronico sarà applicato all’indagato non appena disponibile.
Il provvedimento è scaturito dalle indagini dei carabinieri della stazione di Ortona, ai quali la donna ha presentato una denuncia dopo l’ultima aggressione, avvenuta a fine giugno. In base alle accuse, si è trattato di un vero e proprio pestaggio. La vittima, 48 anni, è stata presa a calci e pugni in più parti del corpo, con una violenza tale da finire in ospedale: i medici del Bernabeo di Ortona hanno certificato lesioni giudicate guaribili in più di venti giorni. Dopo l’aggressione, la donna ha deciso di raccontare il suo incubo, che andava avanti da tempo. In precedenza, non si era mai rivolta alle forze dell’ordine perché spaventata da possibili ritorsioni da parte del marito. A seguito della querela è partito l’iter previsto dal Codice rosso, la legge che ha inasprito le sanzioni e accelerato le procedure per contrastare una serie di reati: dallo stalking ai maltrattamenti in famiglia, passando per il revenge porn.
Ieri mattina l’indagato, difeso dall’avvocato Fabio Palermo, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Il legale ha chiesto la revoca della misura cautelare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

