Intascò 100mila euro dai conti dei clienti Patteggia venti mesi

24 Maggio 2016

LANCIANO. In tre anni si sarebbe appropriato indebitamente di circa 100mila euro, sfruttando la sua posizione di direttore di banca. Avrebbe compiuto ben 198 operazioni non richieste con i conti di...

LANCIANO. In tre anni si sarebbe appropriato indebitamente di circa 100mila euro, sfruttando la sua posizione di direttore di banca. Avrebbe compiuto ben 198 operazioni non richieste con i conti di 62 clienti, che gli avrebbero fruttato soldi che sarebbero stati già spesi. Con l’accusa di appropriazione indebita aggravata ha patteggiato, dinanzi al giudice per le udienze preliminari Massimo Canosa, un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, M.F., 44 anni, di Lanciano. Per la Procura -in aula il sostituto procuratore Rosaria Vecchi (nella foto)che ha seguito l’inchiesta- l’uomo avrebbe compiuto «operazioni illecite da cui ha ricavato un ingiusto profitto avendo la disponibilità materiale del denaro dei correntisti della filiale della banca», di cui era direttore. Avrebbe movimentato conti e spostato soldi dai libretti, attivato carte di credito, preso carnet degli assegni: il tutto all’insaputa dei clienti.

Dall’ottobre 2010 al dicembre 2013 avrebbe effettuato 198 operazioni differenti non richieste dai correntisti, 62 clienti di una filiale Bper (ex Bls) di Pizzoferrato, appropriandosi di circa 100mila euro. Avrebbe fatto innumerevoli prelievi di denaro da libretti e conti correnti che andavano da un minimo di 100 euro fino ad un massimo di duemila. Avrebbe attivato conti correnti, movimentato titoli e fatto operazioni di giroconto; avrebbe fatto versamenti sui libretti, attivato carte di credito, fatto bonifici con contropartita in contanti. Il tutto senza che i 62 clienti si accorgessero di nulla o intuissero che c’era qualcosa che non andava. E che i clienti siano rimasti all’oscuro di quanto accadeva ai propri conti dipendeva dal fatto che il bancario avrebbe anche cambiato la domiciliazione delle comunicazioni postali dalla casa del cliente alla filiale della banca. Praticamente, informazioni e movimenti partivano da lui e arrivavano a lui. A mettere fine a questi movimenti e operazioni illegittime è stata prima la stessa banca, la Bper, con indagini interne che hanno portato al licenziamento dell’uomo. Poi la Procura ha condotto un’inchiesta a carico dell’ex dipendente accusato di appropriazione indebita aggravata. Ieri l’ex direttore di filiale ha patteggiato la condanna a un anno e otto mesi, pena sospesa. Non è un caso isolato quello che si è chiuso ieri nell’aula del tribunale. Negli ultimi anni sono diversi i dipendenti di banca, delle Poste e della pubblica amministrazione -di Comuni, Provincia e Asl- che sono finiti a processo per diversi reati, dall’appropriazione indebita alla truffa, al peculato. (t.d.r)

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