Interdetto il prof Di Giammarco «Era a Cuba invece di fare lezione»

18 Giugno 2020

Il giudice sospende per un anno il noto docente universitario e primario della Clinica cardiochirurgica L’accusa: «Ha attestato in modo falso la sua presenza durante i tirocini: danno da 60mila euro»

CHIETI. Invece di fare lezione ai tirocinanti era a Cuba. È una delle accuse contestate dalla procura al professor Gabriele Di Giammarco, pescarese di 63 anni, docente della facoltà di Medicina e chirurgia dell’università d’Annunzio di Chieti e primario della Clinica cardiochirurgica dell’ospedale Santissima Annunziata: la guardia di finanza gli ha notificato un provvedimento di interdizione dalla professione per la durata di un anno. Di Giammarco, ritenuto un luminare nel suo settore, autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali, è indagato per falso e truffa ai danni di un ente pubblico.
IL PROVVEDIMENTO La misura interdittiva è stata disposta dal giudice Luca De Ninis su richiesta del procuratore Francesco Testa e del sostituto Giancarlo Ciani. A condurre le indagini, anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, sono stati i militari della compagnia di Chieti, coordinati dal colonnello Serafino Fiore e dal capitano Giuseppe Laganà. Gli investigatori parlano di «quadro gravemente indiziario a carico del professionista».
LE ACCUSE «In particolare», spiegano le fiamme gialle, «circa l’effettiva presenza in servizio del professore, è emerso che lo stesso, nel 2019, avrebbe ripetutamente e falsamente comunicato, mediante annotazione su un registro elettronico, un numero di lezioni e attività di tutoraggio di gran lunga superiore a quelle verificate dai riscontri effettuati». In numerose circostanze, sempre stando all’accusa, Di Giammarco attestava dunque di trovarsi a lezione ma in realtà era altrove, anche all’estero. Durante le indagini sono stati ascoltati anche alcuni studenti del corso di laurea in Medicina e chirurgia per «verificare le modalità in cui veniva effettuata l'attività didattica e la reale presenza del professionista». Scendendo nel dettaglio, in base alle contestazioni della procura, la falsa attestazione riguarda mille ore di tutoraggio non eseguito. In 12 mesi, infatti, il docente avrebbe tenuto 100 delle 1.100 ore di insegnamento previste, percependo somme illegittime per un totale di circa 60mila euro. IL BLITZ Durante il blitz scattato ieri mattina e andato avanti fino a sera, i finanzieri hanno perquisito l’abitazione, l’auto, l’ufficio e un’imbarcazione nella disponibilità dell’indagato. Gli investigatori hanno sequestrato documenti, smartphone, computer e altri dispositivi informatici.
L’ALTRO FASCICOLO L’inchiesta sfociata nel provvedimento di ieri è nata nell’ambito di un’ulteriore indagine, tuttora in corso, sulla Cardiochirurgia di Chieti che intende fare luce su almeno cinque anni di forniture. Il sospetto degli investigatori è che, ricorrendo sistematicamente a vecchie gare d’appalto, non pubblicando avvisi pubblici e non facendo valutazioni comparative, i dispositivi medici siano stati acquistati a prezzi non vantaggiosi per le casse della Asl.
LE SOSPENSIONI Ieri pomeriggio l’università d’Annunzio, in conseguenza del provvedimento giudiziario, ha sospeso Di Giammarco e altrettanto ha fatto la Asl Lanciano Vasto Chieti, nel cui ospedale il docente lavora in base a una convenzione fra la stessa azienda sanitaria e l’ateneo. «Se le accuse dovessero risultare fondate», dice il rettore Sergio Caputi, «è logico che si viene a creare un danno d’immagine per l’università di una grande importanza. Anche l’ateneo avvierà una verifica approfondita sulla questione dei tirocini fatti da Di Giammarco. Ora noi dobbiamo verificare la carriera degli studenti che avrebbero dovuto fare tirocini con lui, almeno di quelli degli ultimi anni».
LA DIFESA Di Giammarco, assistito dall’avvocato Leo Brocchi, avrà modo di respingere le accuse e fornire la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio che verrà fissato entro dieci giorni.
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