Inventa il sistema per gli esami a distanza 

L’ingegnere Di Nardo nell’equipe del software che aiuta i professori a far sostenere gli orali agli studenti

LANCIANO. Un assistente virtuale per la preparazione, lo svolgimento e la valutazione degli esami a distanza. C’è anche un lancianese dietro al progetto “aiLearning”, software basato su algoritmi di intelligenza artificiale e risultato tra i vincitori di “EUvsVirus”, una competizione di informatica organizzata dalla Commissione europea per portare l’innovazione al servizio della lotta al coronavirus. Nicola Di Nardo, ingegnere informatico di 27 anni, fa parte del team di sette italiani (tre pugliesi, due lombardi e una dell'Emilia Romagna) che ha sviluppato questa tecnologia. Il gruppo di lavoro ha provato a rispondere a uno dei problemi che l’allontanamento sociale, a causa della diffusione del Covid, ha portato nell’ambito scolastico e formativo, dove il computer ha sostituito, in pratica, il banco di scuola.
«In poche parole si tratta di una piattaforma che permette ai professori di fare esami orali on line in contemporanea con più studenti», spiega Nicola, che ha studiato al Politecnico di Milano e, dopo il master, due anni fa si è trasferito in Francia per lavoro. «In molte università italiane diversi esami sono stati sospesi fino a questa estate e in genere gli strumenti utilizzati dai professori, per fare esami da remoto, sono molto eterogenei. Alcuni tipi di esami poi, come quelli a risposta aperta, lasciano la possibilità agli studenti di barare, di sbirciare su internet e dare la risposta. E in più c’è il problema di valutare più studenti contemporaneamente. Così siamo partiti dall’idea di riportare gli esami a risposta aperta alla forma orale».
Il docente compila le domande e il sistema le invia, una ad una, a tutti gli studenti, che rispondono in tempo reale. «In questo modo non c’è possibilità di copiare», sottolinea Di Nardo, «il software poi raccoglie le risposte degli studenti e le trasforma in testo, dando una valutazione sulla correttezza. Ma il giudizio finale spetta sempre al professore». Il progetto del team italiano, che ha concorso per la categoria “Metodi e strumenti di e-learning”, ha vinto un premio in denaro di 3mila euro e la possibilità di partecipare, dal 22 al 25 maggio, a un evento che mette in relazione idee e investitori di livello mondiale, che potrebbero essere interessati a finanziare il progetto per sviluppi futuri. «È vero che a un certo punto si potrà tornare all’università o a scuola», nota Di Nardo, «ma difficilmente gli assembramenti saranno consentiti. È uno strumento in più per i docenti. È stato bello poter dare il nostro contributo in questo contesto così particolare e difficile, che colpisce tutto il mondo. Com’era nello spirito dell’iniziativa, il progetto è nato nel giro di un fine settimana. A differenza di molte piccole aziende che si sono presentate con prodotti già sviluppati, noi siamo partiti il venerdì senza avere nulla in mano e siamo arrivati la domenica a vincere la competizione».
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