Investì e uccise un’anziana Automobilista patteggia

4 Dicembre 2019

Orsogna. Otto mesi di reclusione al conducente, accusato di omicidio colposo I giudici di Cassazione: «Adesso il tribunale sospenda la patente all’imputato»

ORSOGNA. Investì un’anziana che stava attraversando la strada: Filomena Ferrante, 85 anni, morì in ospedale dopo 110 giorni di agonia. Per quell’incidente Sandro C., 46 anni di Orsogna, accusato di omicidio colposo, ha patteggiato 8 mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena. La sentenza è diventata definitiva, ma la Cassazione ha deciso di trasmettere di nuovo gli atti al tribunale di Chieti limitatamente all’applicazione della «sanzione amministrativa accessoria» della sospensione della patente, che era stata omessa: in questi casi è previsto uno stop fino a quattro anni, con «diminuzione fino a un terzo nell’ipotesi di patteggiamento».
Il 2 febbraio del 2016 l’anziana, di ritorno dal supermercato, è stata investita a poca distanza da casa. L’incidente è avvenuto alle 9 ad Orsogna, all’ingresso del paese. A travolgerla è stata la Clio guidata da Sandro C., che viaggiava verso Guardiagrele. «Sono stato abbagliato dal sole e non ho visto la signora», ha raccontato l’uomo, sotto choc, ai carabinieri. La versione dell’automobilista è stata confermata dall’assenza di segni di frenate sull’asfalto. L’impatto è stato terribile: la donna, con le buste della spesa in mano, è stata centrata in pieno. Solo qualche istante prima era uscita dal Coal di via Ortonese, una strada finita spesso al centro delle proteste dei residenti per la carenza di segnaletica orizzontale. Finendo sull’asfalto, Filomena ha riportato un politrauma. L’investitore, quando si è accorto che era accaduto qualcosa di grave, si è subito fermato ed è stato il primo a mettere in moto la macchina dei soccorsi. Fin dai primi momenti la situazione è apparsa drammatica a causa delle ferite riportate su tutto il corpo dalla donna. Quando sul posto è atterrato l’elicottero del 118, Filomena aveva già perso conoscenza. Trasportata all’ospedale Mazzini di Teramo e ricoverata in Rianimazione, l’anziana è morta il 22 maggio.
Due anni dopo, davanti al tribunale di Chieti, l’investitore ha patteggiato 8 mesi. Ma il procuratore generale dell’Aquila ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere, nei confronti dell’imputato, la sospensione della patente di guida. Richiesta accolta dalla Cassazione, considerando che si tratta di una sanzione amministrativa accessoria prevista, «nel caso di omicidio colposo per violazione delle norme sulla circolazione stradale», anche in presenza di una sentenza di patteggiamento.
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