«Io, minacciato dopo il corteo»

14 Febbraio 2017

Attivista di Zona 22 denuncia un tentativo di aggressione da parte di CasaPound. Che però nega tutto

LANCIANO. “Onore ai nani delle fiabe”. Sarebbe stata questa frase, scritta su Facebook da un attivista di Zona 22 sabato sera, dopo il corteo di CasaPound in ricordo dei martiri delle Foibe, a scatenare la rabbia del movimento di destra. Che però, stando alla denuncia affidata ai social network dagli attivisti di sinistra, non si sarebbe limitato a rimostranze verbali. Durante il corteo di CasaPound, autorizzato, non si sono verificati scontri. Problemi si sarebbero verificati dopo la manifestazione, che era stata osteggiata da 23 associazioni. «Dopo il corteo un nostro attivista ha ricevuto minacce telefoniche e un tentativo di aggressione da parte di fascisti appartenenti all’organizzazione, compreso il responsabile locale Marco Pasquini. Volevano sfruttare un banale pretesto per creare un’occasione di violenza subdola e squadrista», sostengono i ragazzi di Zona 22 e Uallò Uallà, «tentativo andato a vuoto a seguito della loro fuga alla vista dei compagni giunti in soccorso del ragazzo. Nonostante avessimo più volte avvisato, nonostante parte della società abbia chiesto al sindaco di evitare il corteo, è successo quello che ci aspettavamo. Azioni come queste rivelano il volto di chi di giorno indossa la maschera opportunista della destra sociale, impegnata nell’assistenzialismo, mentre di notte porta avanti pratiche appartenenti a un passato che ci auguriamo di non dover più rivivere». Un esponente di CasaPound avrebbe chiamato il ragazzo di Zona 22 e, tra insulti e minacce, gli avrebbe imposto di cancellare il post e di scusarsi, altrimenti sarebbero andati a prenderlo a casa. E, stando al racconto del giovane, in 5 sarebbero effettivamente andati sotto casa sua. Lui sarebbe uscito per evitare guai alla compagna che nel frattempo aveva chiamato i carabinieri, solo transitati nella zona. Nessuno scontro ma un’altra telefonata in cui sarebbero state minacciato di morte la madre e la sorella dell’attivista di Zona 22. Che sta valutando con gli avvocati se esistono gli estremi per una denuncia. Ma CasaPound rigetta questo resoconto. «Smentiamo nella maniera più assoluta che nel dopo corteo si siano verificati momenti di tensione come riportato da alcune pagine fb antifasciste», scrivono dal movimento, «il nostro operato e i nostri volti sono ben noti a tutta la cittadinanza. Invitiamo coloro che desiderassero chiarimenti o confronti a recarsi nella nostra sede. Immaginiamo che la crescita del movimento e la manifestazione stiano mandando fuori di testa alcuni settori dell’antifascismo locale che, non avendo più temi da affrontare, tentano di screditare CasaPound». (t.d.r.)

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