«Io, salvo per miracolo Spiegatemi l’esplosione»

16 Gennaio 2016

Il proprietario della dependance devastata, forse, dallo scoppio di una bombola parla attraverso il suo legale: «Non ero a casa quella notte, ho rischiato la vita»

VASTO. Il giorno dopo l’esplosione lo scenario in via Maddalena è apocalittico. Davanti alla villetta contrassegnata dal civico 53 sembra essere passato un uragano. Le ruspe del Comune hanno rimosso le macerie dei muri della dependance distrutta dallo scoppio che ha fatto crollare il tetto, che ha completamente schiacciato la struttura, e scaraventato a diversi metri di distanza mattoni e infissi, danneggiando anche un’autovettura e un furgone (sequestrato anch’esso). Il proprietario, un imprenditore edile, è ancora incredulo, ma grato alla sorte.

«Se al momento dell’esplosione fosse stato a casa avrebbe potuto subire conseguenze molto gravi», spiega il suo legale, l’avvocato Luigi Stampone, «ha rischiato di perdere la vita». Sull’esplosione è probabile che la Procura apra un fascicolo per disastro colposo. La polizia scientifica e gli agenti del commissariato hanno trascorso molte ore fra le macerie del manufatto analizzando ogni particolare. Il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, titolare dell’inchiesta, intende fare chiarezza sull’accaduto. Solo per miracolo l’esplosione non si è tradotta in una tragedia.

Sul posto, giovedì mattina, è arrivato il dirigente del commissariato, il vice questore Alessandro Di Blasio. Gli investigatori sono stati a lungo sul posto. I risultati degli accertamenti saranno rimessi alla Procura. Nessuno dei residenti della strada pare abbia avvertito, nelle ore precedenti l’esplosione, odore di gas. Il botto è stato improvviso e inaspettato. «Era ancora buio e ho sentito un forte boato. Mi sono affacciato ma non si vedeva niente. Poi ho sentito le sirene dei vigili del fuoco e ho visto che andavano in via Maddalena», racconta un pensionato che abita diverse centinaia di metri dalla dependance.

Il legale del proprietario dell’immobile è andato ieri mattina in Procura. «Ho depositato una istanza di dissequestro dell’area, affinchè il mio cliente possa procedere alla bonifica e all risistemazione del manufatto», spiega l’avvocato Stampone, «il danno materiale per il proprietario della dependance è notevole, ma ha rischiato lui stesso. Fortunatamente la notte fra mercoledì e giovedì, il mio assistito l’ha trascorsa a Treglio, nel Frentano. Al momento dell’esplosione, quindi, era lontano e nella casa sopra la dependance non c’era nessuno. Il mio cliente è il primo a desiderare che venga accertata la causa dell’esplosione. Quanto accaduto lo ha scosso parecchio», afferma il legale.

La polizia ha analizzato accuratamente le due bombole che erano nel manufatto (una piena e l’altra semi vuota) e gli allacci del gas. Poi ha compiuto anche altre verifiche all’interno e all’esterno della struttura. La pioggia che ieri mattina ha cominciato a cadere sulla città rende ancora maggiore il disagio per l'imprenditore. Ma ora è il tempo della ricostruzione.

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