Ira degli operatori sanitari In 150 alla Asl: assumeteci

La manifestazione organizzata dai sindacati: «Negli ospedali manca personale» Ieri l’incontro con il nuovo direttore amministrativo, ma il futuro resta in bilico
CHIETI. Hanno lavorato durante il Covid anche nei reparti infettivi degli ospedali della provincia di Chieti e ora che l’emergenza è finita vedono sfumare la promessa stabilizzazione occupazionale. Sono i circa 150 operatori socio-sanitari (Oss) della Asl Lanciano Vasto Chieti che ieri mattina hanno portato la protesta, al grido di «stabilizzazione», davanti alla sede della direzione generale Asl.
I lavoratori, alcuni in servizio da anni ma con cooperative, hanno risposto a un avviso pubblico che prometteva l’assunzione con contratti stabili al termine di 18 mesi di lavoro, 18 mesi a cui, però, non potranno arrivare, perché la Asl ha annunciato che i contratti non verranno prorogati oltre settembre. Qualcuno vede sfumare l’ambito traguardo per soli 15 giorni di lavoro mancanti. «Ho lavorato nel reparto di Malattia infettive durante il Covid», dice Irina Odinets, «dentro quelle tute che non potevi respirare. Ho fatto tutte le ondate di pandemia ed è da 10 anni che lavoro per la Asl. Devono assumerci, il personale manca e noi lo sappiamo bene». «Io sono entrato in piena pandemia, il primo agosto del 2020», dice Angelo Ferente, Oss in servizio all’ospedale di Lanciano, «a me manca davvero pochissimo per raggiungere i 18 mesi». La protesta è stata organizzata da quattro sindacati: Fp Cgil, con Giuseppe Rucci, Nursind, con Vincenzo Pace, Nursing up con Enzo Cafarelli e Usb con Romeo Pasquarelli.
I sindacalisti, al termine del presidio, sono riusciti a parlare con il neo direttore amministrativo Asl Manuela Loffredo. Hanno così appreso che il concorso per gli Oss, fermo a causa di un ricorso al Tar, si è ora sbloccato: ciò significa che per le assunzioni la Asl dovrà ricorrere alla graduatoria di quel concorso. Se la Regione non aumenta i tetti di spesa per il personale, i 150 precari a settembre resteranno senza più un posto di lavoro.
«Abbiamo chiesto alla direzione amministrativa», ha detto Rucci al termine dell'incontro, «di prorogare, in via del tutto eccezionale e nelle more del ricalcolo del fabbisogno del personale, i contratti in scadenza al 30 settembre. Altrimenti avremo 150 disoccupati in più. Siamo un Paese senza memoria dove si passa da eroi a disoccupati. Questo dovrebbe essere il ringraziamento doveroso per chi ha gestito la pandemia in modo encomiabile pagando un prezzo altissimo anche in termine di contagi. Una situazione senza senso, se si torna indietro di soli 2 anni, dove tutte le storture emerse durante la pandemia, a partire dalla carenza di personale, non hanno insegnato nulla, anzi oggi addirittura mettono gli uni contro gli altri, precari e idonei. Basta contrapposizioni. Si aumentino i tetti di spesa, si aumenti il fabbisogno, si proroghino i contratti a termine». La protesta non terminerà con la manifestazione della cinquantina di Oss di ieri mattina a Chieti: «Abbiamo intenzione di organizzare un nuovo presidio di protesta a Pescara, davanti alla sede della Regione».

