Italia Nostra: «Così si distrugge la costa»

SAN VITO CHIETINO. «Le aree di risulta accanto alla Via Verde e ai trabocchi non vanno intaccate per fare cassa». È Italia Nostra sezione di Lanciano ad intervenire contro la bozza formulata dalla...
SAN VITO CHIETINO. «Le aree di risulta accanto alla Via Verde e ai trabocchi non vanno intaccate per fare cassa». È Italia Nostra sezione di Lanciano ad intervenire contro la bozza formulata dalla provincia di Chieti sul regolamento e gestione della Via Verde e della costa dei trabocchi. Regolamento che trasformerebbe il territorio costiero, «concedendo a pochi privati», dice Italia Nostra, «spazi verdi per realizzare impianti, ombreggi stagionali, aree attrezzate e, addirittura, ai gestori dei trabocchi permetterebbe di realizzare aree di sosta anche di 500 metri quadrati accanto le strutture distruggendo l’ambiente e la bellezza della costa». «Chiediamo che ci sia un rapporto equilibrato con la natura, senza rinunciare al progresso dell'uomo», dice Pierluigi Vinciguerra, presidente Italia Nostra Lanciano, «invece il regolamento permette la commercializzazione dell’ambiente e la sua definitiva morte. È bene ricordare che la linea strategica che si dovrebbe delineare è quella della valorizzazione del territorio e del suo patrimonio, invece la Provincia e molte amministrazioni della costa sempre più violentemente puntano sullo sfruttamento puro e semplice della risorsa paesistica per fare cassa. Sulla questione dei trabocchi ci siamo espressi un anno e mezzo fa in Regione: strutture del genere non possono assolutamente essere adibiti a ristoranti. E ora addirittura con il regolamento possono avere aree per la sosta della auto che invece devono essere preservate su un tratto, da Ortona a Fossacesia, pieno di trabocchi».
Italia Nostra poi ricorda alla Provincia che ci sono anche leggi a tutela delle aree di risulta. «La legge regionale n.5 del 2007 ha istituito un sistema delle aree protette della costa teatina e quindi quelle aree sono sottoposte a vincolo», aggiunge Vinciguerra. «La stessa legge stabilisce che lungo il tratto della costa da Ortona e Vasto, sulle aree dismesse del tracciato ferroviario, nell’ottica di un processo di valorizzazione e riqualificazione della costa teatina, è preclusa ogni attività di trasformazione del suolo diversa dalla destinazione a verde. È ora che venga redatto e approvato un piano di assetto naturalistico, senza il quale ogni azione su queste aree interessate dal sistema delle aree protette è illegittima». (cr.la.)

