Ivri condannata a riassumere due guardie giurate
CHIETI. La società di vigilanza privata Ivri è stata costretta a riprendere al lavoro due guardie giurate che lo scorso primo marzo, subentrando nell’appalto di gestione della sicurezza del Megalò,...
CHIETI. La società di vigilanza privata Ivri è stata costretta a riprendere al lavoro due guardie giurate che lo scorso primo marzo, subentrando nell’appalto di gestione della sicurezza del Megalò, non aveva voluto assumere dalla precedente società che gestiva l’appalto. Ad obbligare Ivri al rispetto delle norme è stato il tribunale di Chieti, davanti a cui l’ha trascinata la Filcams Cgil a cui si sono rivolti i due lavoratori Umberto Pescara e Umberto Meola. A seguire la vertenza dei due vigilanti davanti al giudice è stato l’avvocato Vincenzo Di Lorenzo, che alla fine ha avuto la meglio sulle posizioni della Ivri.
«Come Filcams», dice la segretaria provinciale Elena Zanola, «esprimiamo particolare soddisfazione per questa decisione non solo per la vicenda personale dei due lavoratori coinvolti, ma anche perché questa sentenza sancisce l’importanza delle regole stabilite nel contratto collettivo nazionale della Vigilanza privata. In un settore così difficile, dove la precarietà e gli affidamenti al massimo ribasso possono avere un effetto devastante sulla vita delle persone coinvolte, l’esistenza di regole collettive rappresentano l’elemento cardine per garantire diritti e tutele a lavoratori che altrimenti sarebbero in balia delle convenienze aziendali e del mercato».

