L’Aca taglia il personale In fila scoppia la protesta

11 Giugno 2019

Mandati via tre dipendenti, in via delle Robinie resta solo il responsabile Ufficio in tilt: i contribuenti costretti a lunghe attese chiamano i carabinieri

CHIETI. Con tre dipendenti in meno e uno solo rimasto a reggere il fronte, l’ufficio Aca di via delle Robinie va in tilt e gli utenti in protesta chiamano perfino i carabinieri. Da quando Aca gestisce in prima persona il servizio idrico, gli utenti teatini non solo si sono trovati a dover pagare bollette più salate, ma hanno dovuto anche fare i conti con il mancato recapito delle bollette a casa.
Ieri per la prima volta a mandare avanti all’ufficio era rimasta una sola persona: il responsabile Marcello Capri. Il funzionario ha dovuto far fronte alle lamentele dei cittadini e spiegare che, essendo da solo, non avrebbe potuto ricevere tutti. D’altronde, il cartello affisso sull’erogatore dei numeri aveva già avvisato che la prenotazione dei servizi era chiusa.
Il Comune ha ceduto il servizio all’Aca a luglio del 2017. Ma l’azienda acquedottistica ha iniziato a svolgerlo completamente in proprio solo molti mesi dopo. Il 17 ottobre del 2018 l’Aca ha inaugurato i nuovi uffici teatini nella sede comunale di via delle Robinie. La forza lavoro era costituita dal responsabile e da tre interinali. Ad aprile scorso un interinale è stato spostato a Francavilla al Mare e nell’ufficio teatino è arrivato un dipendente di una società esterna che lavora per Aca e che si occupa di recupero crediti (che riguarda, cioè, la sola utenza che ha ricevuto solleciti di pagamento e che vuole fare dilazioni). Giovedì scorso, però, questo dipendente è stato trasferito a Pescara, mentre dallo scorso primo giugno non è stato più rinnovato il contratto ai due dipendenti interinali. E così l’ufficio teatino è piombato nel caos. «Sono arrivato alle 8,30, quando cioè apriva l’ufficio, ma i numeri erano già terminati alle 8,35», dice Cesare Di Girolamo, in fila da ore per una semplice voltura. Prima di lui, alle 7, erano arrivati tre pensionati, che hanno atteso pazientemente che alle 8,30 l’erogatore di numeri fosse messo in funzione. Solo che a quel punto la gente in fila era davvero tanta e non tutti si ricordavano chi era arrivato per primo e chi dopo.
«Sono un pensionato e percepisco circa 800 euro di pensione, non mi possono far arrivare a casa una bolletta di quasi 800 euro», dice Enrico Potente, arrivato per scoprire la causa di un eventuale errore, «va bene che gli importi sono aumentati, ma spendere tutta la mia pensione per una bolletta dell’acqua mi sembra davvero eccessivo».
A metà mattinata il responsabile è costretto a mandare via buona parte dell’utenza in fila. «Io sono arrivato da Guardiagrele», commenta in preda allo scoraggiamento Pietro Liberatoscioli, «e dovevo fare un’operazione anche abbastanza semplice».
©RIPRODUZIONE RISERVATA