L’accoltellatore resta agli arresti in casa

Lanciano. Il 22enne interrogato dal gip: è accusato di lesioni gravi, rissa e porto abusivo di arma
LANCIANO. Resta ai domiciliari Luca Gagliano, il 22enne di Lanciano che lo scorso 5 febbraio ha accoltellato un coetaneo nella zona di piazza D’Amico. Ieri mattina il giovane, arrestato con le accuse di lesioni gravi, rissa e porto abusivo d’arma, si è presentato in tribunale per l’interrogatorio di garanzia, assistito dal suo legale, l’avvocato Massimo Biscardi. Gagliano ha risposto alle domande del gip Massimo Canosa sui fatti avvenuti all’alba del 5 febbraio tra piazza D’Amico, via Del Torrione e via dei Tribunali e che hanno coinvolto altri cinque giovani di Lanciano e Fossacesia. Gagliano ha ribadito al giudice di essersi difeso dall’aggressione di altri due giovani, indagati insieme a lui per rissa. Si tratta di L.D.G., 22 anni, ferito dalla coltellata al fianco, e di W.C., 20 anni, entrambi di Fossacesia.
I giovani, che avevano trascorso parte della serata in una cornetteria della zona, avrebbero iniziato a discutere per futili motivi riguardanti la pulizia del locale che, alle 4, stava chiudendo. Gagliano sarebbe intervenuto in difesa del garzone, arrivando a mostrare il coltello che portava nella tasca dei pantaloni per intimorire i litiganti. Ma il gesto ha fomentato l’ira di W.C. con il quale Gagliano si sarebbe preso a pugni e spintoni. Divisi dagli amici, i due sarebbero venuti alle mani una seconda volta durante la quale sarebbe stato accoltellato L.D.G., intervenuto - a suo dire - a difesa dell’amico. Secondo la Procura, invece, tutti e tre hanno partecipato alla rissa.
Durante l’interrogatorio Gagliano ha spiegato di portare con sé il coltello per timore di ritorsioni. Anni fa la madre aveva scoperto e denunciato per spaccio il figlio e i suoi amici, all’epoca tutti minorenni. La sentenza è arrivata lo scorso dicembre, lo stesso Gagliano è stato condannato a tre anni, pena sospesa. La difesa, al momento, non ha presentato istanza di misure cautelari alternative, il 22enne resta quindi ai domiciliari. (s.so.)
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