«L’Acea paghi i canoni ai Comuni»

28 Maggio 2017

Pronto l’80% delle quote 2013-17 ma gli enti locali vogliono tutto

ALTINO. L’Acea, concessionaria dell’impianto idroelettrico di Sant’Angelo, pagherà l’80% delle somme spettanti dal 2013 al 2017 ai 41 comuni abruzzesi aderenti al Protocollo d’intesa Bim. Alcune amministrazioni però hanno guardato oltre e hanno chiesto, tramite l’avvocato Armando Di Luca, che sia garantito anche il pagamento delle future annualità. La amministrazioni sono: Montelapiano, Rosello, Roio del Sangro, Colledimezzo, Montebello sul Sangro. «Ci siamo riusciti vista l’inerzia iniziale dell’Acea in merito alla liquidazione dei futuri canoni. A breve i comuni andranno in consiglio comunale per autorizzare i sindaci all’attività di transazione sia per il pregresso sia per il futuro».
I canoni sono soldi derivanti dai sovra-canoni Bim (Bacini imbriferi montani) che i concessionari di grandi derivazioni, secondo quanto previsto dal legislatore, devono versare annualmente ai Comuni ricadenti nei vari Bim perimetrati dal ministero, come ristoro per il sacrificio delle popolazioni di avere sul proprio territorio dighe, centrali e opere di presa. Dopo che l’azione legale stragiudiziale è stata portata avanti dai cinque Comuni anche le altri amministrazioni hanno garanzie concrete per il futuro. Però un ente locale per avere la facoltà di arrivare ad un accordo con i privati (e l’Acea lo è) ha necessità dell’autorizzazione del consiglio comunale perché la transazione va comunque a incidere sul bilancio pluriennale.
Un mese fa, a Roma, si è svolta una conferenza alla quale hanno preso parte il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il consigliere regionale Alessio Monaco e i vertici dell’azienda: questi si sono detti disponibili a siglare un intesa con tutti i sindaci interessati, in gioco ci sono 3 milioni e 600 mila euro, relativi alle annualità dal 2013 al 2016 dei sovracanoni derivanti dall’impianto.
Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA.