L’acqua all’Ersi, il Pd: non è obbligatorio

22 Dicembre 2015

No dell’opposizione alla gestione Aca: le bollette raddoppieranno. Raimondi: pagheremo debiti altrui

CHIETI. Bollette raddoppiate o, addirittura, triplicate per alcune tipologie di utenze domestiche, 8 lavoratori della Teateservizi a rischio licenziamento e nessuna copertura economica per la rata annua di circa 1 milione di euro del mutuo contratto per riqualificare l’acquedotto comunale. La minoranza attacca alla vigilia del consiglio comunale, in programma domani, che sarà chiamato ad approvare la delibera del passaggio delle reti idriche all’Ente regionale servizio idrico integrato (Ersii) con la gestione del servizio in capo all’Aca. «Presenteremo una pregiudiziale in cui chiederemo di rinviare la seduta con l’impegno di scrivere alla Regione per ottenere altri sessanta giorni di tempo»,annuncia Luigi Febo, «utili a discutere della delibera in commissione e cercare una soluzione condivisa che tuteli i cittadini, i lavoratori e il Comune».

Ma difficilmente l’opposizione riuscirà nel suo intento. Anche perché la Regione ha diffidato di nuovo l’ente, in data 27 ottobre scorso, ad adempiere in fretta alle prescrizioni della legge regionale del 2011 che prevede il passaggio delle reti idriche all’Ersii con la costituzione di quattro enti d’ambito provinciali. Il Comune di Chieti è stato inserito nell’Ato 4 pescarese in cui il servizio viene gestito da Aca. «Una società», lamenta Febo, «sull’orlo del baratro finanziario e con un debito di circa 60 milioni di euro che è già stato riversato sui Comuni riforniti. Succederà lo stesso per Chieti. Decisamente un bel pacco di Natale per i teatini». Che, a detta di Febo e del capogruppo comunale del Pd Chiara Zappalorto, pagheranno bollette dell’acqua care più del doppio rispetto alle attuali dal momento che Chieti, ad oggi, ha le tariffe idriche più basse d’Abruzzo. «Invito l’ente a riflettere. Il passaggio delle reti idriche non è obbligatorio perché c’è una delibera, mai impugnata dalla Regione, approvata dal consiglio l’11 novembre del 2013 in cui veniva vincolato il trasferimento delle reti», riprende Febo, «alla riforma regionale del servizio idrico integrato, ancora lontana».

Per questo il Pd chiederà al consiglio di rinviare la seduta di domani. «Anche per tutelare gli 8 lavoratori della Teateservizi, tra letturisti, amministrativi e tecnici, che verrebbero licenziati in tronco», sostiene Febo, «con il passaggio delle reti idriche all’Ersii».

Qualora non fosse possibile scongiurare la cessione delle reti idriche, il Pd chiede di affidare la gestione idrica di Chieti alla Sasi, società referente per la provincia.

Critico anche Enrico Raimondi, capogruppo di L’Altra Chieti. «Con il passaggio delle reti i cittadini di Chieti pagheranno i debiti di altri. Serve un confronto con la Regione», spiega Raimondi, «per trovare soluzioni alternative all’affidamento del servizio idrico integrato». (j.o.)