«L’acqua c’è ma nel Vastese non arriva»

2 Settembre 2017

La Sasi: sorgenti del Verde ricche ma il liquido si disperde nelle reti colabrodo. Appello alla Regione per il potabilizzatore

LANCIANO. «L’acqua c’è grazie alle abbondanti nevicate invernali, ma non arriva tutta a destinazione. A Vasto città la situazione è drammatica perché dal dopoguerra ad oggi non è stato fatto alcun investimento per sistemare le condotte, che perdono fino a 50 litri di acqua al secondo». Così il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe spiega l’emergenza idrica che ha colpito il Vastese, con ripercussioni anche sugli altri 91 Comuni gestiti dalla società dell’acqua. «Per aiutare Vasto e l’alto Vastese, pompando più acqua, la Sasi ha disposto chiusure notturne nei comuni frentani e sangrini (Atessa, Casoli, Archi, Paglieta, Altino, Casalbordino per citarne alcuni, ndc)», spiega Basterebbe, per il quale «la soluzione definitiva a questi disagi è la realizzazione di un potabilizzatore e di una linea dedicata. Ma servono 25 milioni di euro».
IL POTABILIZZATORE. E il progetto per fermare la sete nel Vastese e far respirare anche gli altri Comuni c’è già. «È un progetto da 25 milioni di euro», dice Basterebbe, «soldi non facili da ottenere. Il potabilizzatore sarebbe sistemato ad Altino, più vicino alla sorgente del fiume Verde che ha più acqua rispetto al Trigno, e può quindi pomparne di più. A trarne beneficio sarebbero tutti i 92 Comuni gestititi dalla Sasi perché, in caso di rotture, l’impianto permetterebbe di deviare il flusso senza interromperlo. Ad oggi, invece, nonostante l’acqua ci sia, siamo costretti a razionarla. Dalla sorgente del Verde vengono erogati 1.200 litri di acqua al secondo, una produzione che possiamo mantenere anche perché ci sono pozzi pieni di acqua, ma la portiamo a destinazione a fatica. Le reti sono fatiscenti nel Vastese».
IL PROGETTO TAMPONE. Reti colabrodo perché fatte negli anni Cinquanta e poi abbandonate. Non ci sono stati altri investimenti secondo Basterebbe. «San Salvo è più a sud di Vasto», fa notare il presidente, «eppure sta meglio perché ha investito sulle reti. Assieme al Cda (formato da Paola Tosti e Patrizia De Santis, ndc) abbiamo approvato un progetto da 8 milioni di euro per tamponare l’emergenza idrica con la riparazione delle reti esistenti, la realizzazione di tratti nuovi, il recupero dell’acqua dai consorzi industriali del Vastese che utilizzano acqua potabile nelle aziende».
Di otto milioni 5 sono già finanziati: 2.300.000 sono per tre rilanci di acqua sulla condotta del Verde nel tratto Fara-Casoli; 3.100.000 per individuare le perdite e sostituire i tubi nelle condotte principali di Vasto e San Salvo; 400.000 per un serbatoio nella zona industriale vastese; 500.000 per la captazione d’acqua alla sorgente di Surienze, a Rosello; 1.600.000 per la condotta Guardiagrele-Orsogna. Una chance in più di evitare la crisi idrica viene dalle sorgenti sotterranee, di cui Vasto è ricca. La Sasi è pronta a fare uno studio per il loro recupero. «Sono interventi importanti ma non definitivi», evidenzia Basterebbe, «come lo sarebbe il potabilizzatore: la provincia di Chieti è l’unica a non averne nonostante l’area industriale della Val di Sangro e l’elevata presenza turistica. Confido nella sensibilità della Regione per trovare i fondi».
LE POLEMICHE. Il presidente della Sasi replica, infine, alle accuse dei 5 Stelle di fare poco. «Questa società lavora con fondi propri, si occupa anche di depurazione, fognature e fa il possibile», chiude Basterebbe, «per quanto mi riguarda non avevo bisogno di nessuna sistemazione, tant’è che non prendo alcuno stipendio e sono stato eletto all’unanimità dai 92 sindaci della Sasi (tre astenuti, ndc).
Ma i proprietari delle reti restano i Comuni, che devono contribuire ad alleviare i problemi». (t.d.r.)
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