L’addio a Maria con le rose rosse «Sei stata una donna esemplare»

14 Ottobre 2022

Chiesa gremita per l’ultimo saluto alla 68enne travolta e uccisa dall’auto del marito che si è sfrenata Don Giuseppe: «Ricordo un volto con un grande sorriso, dolce e votato all’accoglienza e al prossimo»

ALTINO. È gremita la chiesa di Santa Maria del Popolo, ad Altino, per l'ultimo saluto a Maria Tamburrino, che un tragico destino ha strappato ai suoi cari. Mercoledì mattina, mentre si apprestava ad andare a cogliere le olive con il marito, la 68enne è stata travolta e uccisa dal suv di famiglia, che improvvisamente si è sfrenato e l'ha investita in retromarcia davanti alla sua abitazione, in contrada Briccioli. È il giorno del dolore ad Altino. Parenti, amici, vicini di casa, sono riuniti davanti al feretro di legno chiaro, ricoperto di rose rosse. Piove ma in tanti hanno voluto essere presenti, per stare vicino al marito Aurelio Rossi, ex dirigente comunale, ai figli Paolo ed Enrico, alle nipotine Alice e Ginevra, ai fratelli Adele, Luigi e Giuseppe, arrivati da Montenerodomo, paese d'origine di Maria. L'amministrazione comunale e tutta la comunità di Montenerodomo si uniscono al dolore delle famiglie. I sindaci del Sangro-Aventino e il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, esprimono vicinanza al figlio Paolo, presidente del consiglio comunale di Altino. Il sindaco Vincenzo Muratelli, l'amministrazione, i consiglieri tutti, i dipendenti del Comune si stringono ai familiari della 68enne.
Da un paio d'anni Maria Tamburrino era in pensione, dopo aver lavorato una vita come contabile nella ditta Cartlandia in Val di Sangro. Due giorni fa fatale è stata una dimenticanza, che ha portato la donna a scendere dal suv di famiglia per rientrare in casa. Il fuoristrada si è sfrenato proprio nel momento in cui la donna passava dietro al mezzo, che l'ha scaraventata a terra e schiacciata, non lasciandole scampo. Alla luce degli accertamenti condotti dai carabinieri di Casoli, per la Procura di Lanciano si è trattato di un evento accidentale, senza responsabilità di terzi. Restano l'incredulità e la disperazione per un destino tanto crudele verso una persona buona, discreta, gentile com'era Maria Tamburrino.
«È la fede in Gesù che ci salva, che ci permette di dare luce a questi momenti di tenebra», dice nell'omelia il parroco don Giuseppe Schieda, «Maria ci è stata portata via da una tragica fatalità. È difficile dover fare i conti con un’assenza improvvisa. Tuttavia la fede ci mostra la vita dell'uomo in una prospettiva eterna: il fiume della sua vita, del suo amore, è sfociato nell'immensità di Dio. Anche nei momenti meno lieti, incontrando Maria ricordo un volto solcato da un grande sorriso, dolce, votato all'accoglienza, che testimoniava la sua fiducia incrollabile nel prossimo, la sua bontà. Credo che la stessa esperienza l'abbiate vissuta tutti voi», dice rivolto ai presenti, «Maria è stata una moglie speciale, una mamma attenta e premurosa, una nonna dolce e affettuosa. Nella vita di tutti noi continuerà a porre dei segni, a farci avvertire la sua presenza umile e discreta».
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