L’addio a Monica dal paese attonito: «Sei la nostra stella»

4 Febbraio 2023

In tanti all’ultimo saluto all’attrice Comegna, morta a 43 anni La figlioletta Nina: «Le mamme vanno ad abitare in cielo»

CASOLI. «È questo un momento di profondo dolore che segna la vita di una famiglia che piange la morte della nostra sorella Monica». Don Gennaro, parroco di Santa Reparata, così ha iniziato la sua omelia ieri pomeriggio nella messa esequiale dell’attrice Monica Carmen Comegna, nata a Casoli 43 anni fa e morta giovedì mattina nell’ospedale di Lanciano dove era ricoverata da alcuni giorni in seguito a una febbre alta. Casoli ha fatto sentire la sua presenza ieri e tanti si sono stretti attorno alla famiglia: ai genitori Donato e Rosanna, alla figlia adolescente Nina, al compagno Enrico, al fratello Mauro. Diversi gli amici d’infanzia presenti al rito funebre coordinato dall’Agenzia Di Giulio.
Ieri Monica non era l’attrice ma la figlia, la madre e la compagna. «Il mistero della morte ci pesa, è un momento che lacera la nostra esistenza, la nostra vita», ha continuato il parroco. Il dolore era composto. I genitori erano la raffigurazione di una “pietà”: il papà con le mani a coprire la faccia, al momento della benedizione finale del feretro, come a non voler vedere; la madre con le dita incrociate vicino al volto, all’uso delle Madonne Addolorate; la figlia Nina affranta, seduta; il compagno Enrico impietrito dal dolore, in piedi: occhiali neri a nascondere gli occhi, l’animo. «Sappiate raccogliere i frutti che lei ha seminato: voi che l’avete conosciuta e amata guardate a ciò che di buono ha seminato e vi ha dato e conservate questo nel vostro cuore», ha proseguito don Gennaro.
Morire a 43 anni è sempre un dramma. Nei giorni scorsi mentre tornava a Casoli, il treno sul quale Monica viaggiava, Roma-Pescara, tra Carsoli e Tagliacozzo, è stato costretto a fermarsi a causa di una smottamento del terreno. Pioveva, faceva molto freddo e pare che Monica si sia inzuppata. La febbre alta che non passa, si suggerisce il ricovero in ospedale a Lanciano. Le cure, vuoi che non passi una febbre alta a una giovane donna? A nulla è servito lo sforzo dei medici, a nulla le cure, tutto vano. “Le mamme non muoiono mai davvero vanno ad abitare nel cielo, lucidano il sole di giorno e illuminano le stelle che brillano di notte. Sarai la mia stella più luminosa ti voglio bene mamma” ha fatto scrivere la figlia Nina su un necrologio. Da ieri restano i ricordi, resta l’amore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA