«L’addio alla Lega è un atto di incoerenza»

5 Settembre 2022

San Salvo, polemiche su Magnacca. Il centrosinistra attacca, la replica: «Sono accuse infondate» 

SAN SALVO . Il centrosinistra sventola la bandiera dell’incoerenza, mentre la lista civica di centrodestra San Salvo Città Nuova rispedisce al mittente le accuse. Non accenna a placarsi la polemica dopo l’addio di Tiziana Magnacca alla Lega. Insieme all’ex sindaco, oggi presidente del consiglio, sono scesi dal Carroccio anche Emanuela De Nicolis, attuale sindaco e gli assessori comunali Tony Faga e Carla Esposito. «È chiaro a tutti che per Tiziana Magnacca e gli altri, i simboli di partito sono poco più che spillette da indossare al momento opportuno per ottenere un posto di prestigio, meglio se in Parlamento», commentano Fabio Travaglini, la lista civica Più San Salvo, Pd, Azione Politica, Sinistra Civica Ecologista e Psi. «Alla Lega l’ex sindaco aveva aderito poco più di due anni fa quando, all’apice dei consensi, era facilmente prevedibile ottenere un maggior peso politico. Tutto questo in seguito alle politiche del 2018 e all’umiliante secondo posto in lista per la Camera offerto a Magnacca da Forza Italia che, con i voti dei sansalvesi, ha permesso l’elezione di Gianfranco Rotondi. Oggi lo schema si ripete: per giorni si è parlato insistentemente di una candidatura per Magnacca alla Camera, che puntualmente non è arrivata. Quindi tutti giù dal Carro. Una migrazione di massa per abbandonare la Lega ed approdare chissà dove».
La risposta non si è fatta attendere ed arriva dalla lista di Tiziana Magnacca. «L’amministrazione di San Salvo resta nell’area di centrodestra. Le liste civiche presentate agli elettori erano quattro ed oggi amministrano le persone elette in quelle quattro liste che non sono cambiate per salti a sinistra», si legge nel comunicato diffuso ieri, «non è stata utilizzata alcuna spilletta di partito, come qualcuno aveva già insinuato sui palchi. Abbiamo fatto leva sulle nostre forze senza lucrare su ingerenze esterne, differentemente dalla coalizione di centrosinistra», aggiunge. «Nessun salto di area, né sorprese ideologiche. Dal centrosinistra ci saremmo aspettati, visto lo sconfinato palesarsi della non coerenza delle idee e delle scelte, almeno il buon senso di non farsi paladini del valore della coerenza che per primi hanno violato, osteggiato e denigrato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA