L’addio sommesso ad Annamaria: in chiesa solo familiari e parenti

24 Luglio 2022

Celebrato in forma privata il funerale della bidella di 60 anni trovata impiccata nel garage di casa Don John: «Apprezzare ancora di più la vita». L’avvocato dei 5 figli: «Forte smarrimento dei ragazzi»

LANCIANO. «Un pezzo della vostra famiglia si è trasferito in cielo e da lassù veglia su di voi». Sono le parole con cui padre John Joby, parroco dell'Iconicella, si rivolge ai figli e al marito di Annamaria D'Eliseo, 60 anni, riuniti con parenti e amici stretti per l'ultimo saluto alla collaboratrice scolastica trovata morta in casa venerdì della settimana scorsa. È un funerale in forma privata quello che i cinque figli della donna hanno scelto di far celebrare, alle 9 di mattina, nella piccola chiesa di Santa Maria all'Iconicella, distante un chilometro e mezzo dalla villetta di famiglia che custodisce il segreto sulla morte di Annamaria, trovata con dei cavi elettrici intorno al collo.
Loana, Nunzio, Josephine, Alnadona e Giuseppe hanno voluto attorno a sé solo i familiari e gli amici più stretti per l'ultimo saluto ad Anna. Seduto al primo banco, capelli legati e occhiali scuri, c'è il marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70 anni, indagato a piede libero per omicidio volontario. Ci sono l'avvocato Elisabetta Merlino, che rappresenta i figli della coppia, Salvatore La Manna, pediatra e amico di famiglia che ha battezzato uno dei ragazzi, l'insegnante in pensione Ambra Di Corinto, che considerava Anna una «sorella perché mi aveva salvato la vita quando ho rischiato di soffocare con una pillola». Ci sono i nipotini che la nonna adorava, come i piccoli alunni della scuola primaria Eroi Ottobrini che ricambiavano il suo grande affetto.
«Di fronte alla perdita di una persona cara viene da chiedersi: perché?», dice padre John nell'omelia, «in questi momenti solo la fede ci sorregge, ci può dare la luce e la forza per poter guardare oltre le tenebre della morte. La morte di Annamaria deve essere un motivo in più per apprezzare la vita come dono meraviglioso e prezioso di Dio, perché non sappiamo né come né quando. La sua scomparsa deve diventare per ognuno di noi testimonianza e lezione per la nostra vita di ogni giorno qui sulla terra». E poi rivolto alle figlie, ai figli e al marito: «Oggi il confine della vostra famiglia si è spostato in cielo». Al termine del rito funebre, semplice e raccolto, il feretro di Annamaria D'Eliseo raggiunge il cimitero di via Della Pace, dove l'aspettano amici, insegnanti, colleghi di lavoro, per darle l'ultimo saluto. «Il funerale è stato un momento familiare, di raccoglimento», dice l'avvocato Merlino, «lo smarrimento di questi ragazzi è talmente forte che non ci sono parole».
La morte della mamma resta avvolta nel mistero. L'autopsia, eseguita giovedì all'ospedale di Fermo, non ha permesso di sciogliere, con assoluta certezza, i dubbi se si sia trattato di suicidio, come sostiene il marito, o di omicidio, come sospettano Procura e carabinieri. Per chiudere il cerchio occorreranno ulteriori analisi di laboratorio. Gli approfondimenti chiesti dal consulente della Procura, il medico legale Cristian D'Ovidio, saranno effettuati all'Università di Chieti. Il risultato non arriverà prima di 15-20 giorni. «Sono ancora aperte tutte le ipotesi fatte all'inizio», commenta l'avvocato Merlino, «per i figli sono giorni di attesa, nella speranza che vengano fugati man mano tutti i dubbi. Intanto la famiglia apprezza che sia stato accolto l'appello a spegnere un po' i riflettori, a capire il dramma che sta vivendo».
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