L’albero di Falcone in città Cerimonia a Villa Frigerj con i ragazzi delle scuole

22 Marzo 2022

CHIETI. Hanno scavato una buca nel terreno e, delicatamente, vi hanno sistemato una piantina del progetto “Un albero per il futuro”. È l’albero del giudice Giovanni Falcone. Alcune gemme del famoso...

CHIETI. Hanno scavato una buca nel terreno e, delicatamente, vi hanno sistemato una piantina del progetto “Un albero per il futuro”. È l’albero del giudice Giovanni Falcone. Alcune gemme del famoso Ficus che cresce davanti alla casa del giudice assassinato nel 1992 dalla mafia, infatti, sono state prelevate grazie alla collaborazione fra carabinieri, Fondazione Falcone, Comune e Soprintendenza di Palermo e duplicate nel moderno Centro nazionale carabinieri per la biodiversità forestale (Cnbf) di Pieve Santo Stefano. Le gemme sono andate a impreziosire il progetto “Un albero per il futuro” che prevede la donazione e messa a dimora nelle scuole italiane di circa 500mila piantine nel triennio 2020-2022.
Nella Giornata nazionale dedicata alle vittime della mafia, Chieti è entrata nel progetto con i carabinieri forestali del Reparto biodiversità di Pescara e i ragazzi dell’istituto tecnico commerciale e per Geometri Galiani-de Sterlich che ieri hanno messo a dimora la piantina alla villa comunale, nei pressi del museo di Villa Frigerj, alla presenza del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore all’ambiente Chiara Zappalorto. Una iniziativa dall’alto valore simbolico, che unisce Comune e Forestali e che si è arricchita della talea che i carabinieri del Centro nazionale per la biodiversità forestale hanno donato alla scuola, dopo averla prelevata dall’albero di Falcone, divenuta simbolo di legalità e libertà. Il Galiani-de Sterlich è la prima scuola del territorio provinciale ad aver ricevuto questo nuovo ospite. «Un bosco speciale, emozionante per tante ragioni», commentano Ferrara e Zappalorto, «è fondamentale sensibilizzare i giovani all’importanza del bosco e degli alberi, soprattutto a tutela dell’ambiente, la tutela della biodiversità e della vita di ognuno».
Per la preside Sara Solipaca, «è un piccolo gesto che ha una doppia finalità: da una parte ci permette di dare il nostro contributo al progetto di creare un grande bosco diffuso e sostenere in modo concreto la lotta ai cambiamenti climatici, dall’altra in occasione della XXVII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ci offre la possibilità di rendere omaggio alla memoria del giudice Falcone».
Ha espresso soddisfazione anche il tenente colonnello Cristina Di Tommaso, comandante del Reparto carabinieri biodiversità di Pescara: «La propagazione di questo magnifico albero, avviato nel novembre del 2020 nell’aula bunker dell'Ucciardone dove furono consegnate le prime cento piantine, proprio lì dove si tenne il maxi processo alla mafia, è simbolo della lotta alle mafie. Un messaggio di legalità che, nel primo giorno di primavera, si coniuga perfettamente con il messaggio della cura dell'ambiente».
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