«L’alga tossica è tornata» Lo dice il Mario Negri sud

28 Agosto 2014

Rocca San Giovanni, l’Ostreopsis ovata comparse a settembre dello scorso anno e causò diversi malori. I ricercatori: presente nell’Adriatico per l’effetto serra

ROCCA SAN GIOVANNI. É tornata, anche se non in quantità preoccupanti, l'ostreopsis ovata, l'alga tossica che lo scorso settembre aveva provocato decine di intossicazioni ai bagnanti. Ad annunciare la presenza di questo particolare tipo di alga nei pressi di Rocca San Giovanni è il Centro di scienze ambientali della Fondazione Mario Negri Sud attraverso la ricercatrice Cristina Ingarao che da anni studia le coste abruzzesi. L'istituto Negri Sud effettua mensilmente dei campionamenti lungo i porti e le coste rocciose abruzzesi con particolare attenzione alla presenza di mucillagine e fioriture di microalghe pericolose per la salute dell'uomo. Lo scorso settembre decine di bagnanti e frequentatori della spiaggia della Foce avevano accusato, dopo alcune ore trascorse sia in acqua che in spiaggia, forti dolori alla trachea, difficoltà respiratorie, nausea e febbre. In dieci erano anche andati al Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti di Lanciano e la Asl aveva allertato, per la corrispondenza e la frequenza dei sintomi riscontrati, anche il reparto Nas dei carabinieri. A lanciare l'allarme era stata l'associazione Nuovo senso civico a cui si erano rivolti numerosi cittadini preoccupati. Solo a qualche giorno dal primo allarme si scoprì che la causa delle intossicazioni e dei malori era da attribuire alla massiccia presenza e alla fioritura dell'Ostreopsis ovata.

«Quest'anno», spiega la dottoressa Ingarao, «la concentrazione non è tale da provocare fenomeni di intossicazione sull'uomo (circa 300 cellule per litro di acqua di mare ndc) tanto da non destare preoccupazioni e allarmismi. É bene in ogni caso ricordare che questa microalga è alloctona (non appartenente al territorio ndc) e originaria del mare del Giappone: è presente nel nostro mare a causa dell'effetto serra che ha portato all'incremento delle temperature dell'acqua. L'Ostreopsis ovata predilige infatti ambienti caldi e temperature del mare che si aggirano intorno ai 27-28 gradi, per cui è possibile ritrovarla a fine estate, quando cioè nel mare Adriatico si verificano tali condizioni». Il Centro di scienze ambientali, tramite la dottoressa Ingarao, effettua il controllo ed il monitoraggio costiero ogni anno per informare le amministrazioni locali per la salvaguardia della salute dei cittadini. «La situazione è sotto controllo», spiega il sindaco di Rocca, Gianni Di Rito, «ma il monitoraggio proseguirà fino a ottobre. Per il momento non è necessario vietare l'accesso alle spiagge».

Daria De Laurentiis

©RIPRODUZIONE RISERVATA