L’allarme di 5 medici-politici: mancano 38mila dosi di vaccino

29 Novembre 2020

Il sindaco Ferrara, l’assessore Cascini e i consiglieri Ianiro, Di Iorio e Letta: «Chiarezza da Regione e Asl» Minacciano un ricorso in Procura per accertare le responsabilità: «I nostri pazienti ora sono disperati»

CHIETI . Fronte unico sui vaccini. I cinque medici di famiglia entrati a far parte della nuova amministrazione comunale teatina si uniscono e, al di là degli steccati politici, lanciano insieme la battaglia sulla mancanza dei vaccini anti-influenzali. I numeri in possesso del Comune sono pesanti: in provincia di Chieti, su una popolazione di aventi diritto di 86mila persone, sono state erogate solo 48mila dosi di vaccino. Altre 11mila, non sufficienti a coprire il fabbisogno, sarebbero dovute arrivare da lunedì scorso e invece non si sa né quando né se arriveranno. I medici di famiglia, già in prima linea nell’emergenza Covid, sono stati lasciati soli ad affrontare anche la nuova problematica. Ecco perché il sindaco Diego Ferrara, l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, i consiglieri comunali Gabriella Ianiro, presidente della commissione sanità, Bruno Di Iorio ed Emma Letta (questi ultimi di opposizione) hanno deciso di unire le forze e chiedere chiarezza sulla situazione dei vaccini antinfluenzali in città.
La posizione politicamente più scomoda è quella della dottoressa Letta, eletta con la Lega, partito che sostiene la maggioranza del presidente della Regione Marco Marsilio. L’appello dei medici-politici teatini è diretto a Regione e Asl, ma a quest’ultima si chiede anche una linea di azione chiara in merito all’erogazione dei vaccini, soprattutto quando arriverà la quantità minima promessa di 11mila dosi. In questo caso, infatti, i medici di base si troveranno presi d’assalto da migliaia di pazienti ancora non vaccinati: «Potrebbe scatenarsi una guerra civile», commenta il sindaco, «a questo punto la Asl dia linee guida chiare alle quali attenerci». Ma il coordinamento dei 5 medici di base non si ferma qui e minaccia un ricorso in Procura per accertare le responsabilità della mancanza di vaccini: «Va chiarito», dicono, «che la responsabilità di questa situazione deve essere accertata nelle sedi opportune, ma non è una responsabilità di noi medici di base, che in questi giorni siamo esposti alla rabbia e anche alla disperazione dei nostri pazienti, perché purtroppo non siamo noi a effettuare gli acquisti, né a richiedere le forniture ed è bene che la cittadinanza lo sappia. Non si può affrontare una guerra come quella che da quando è esplosa questa pandemia ognuno di noi conduce nella sua realtà, senza armi».
I medici riferiscono diversi episodi preoccupanti tra i loro pazienti, dovuti a mesi «di paura e forte ansia». C’è chi va dal medico a chiedere preventive bombole d’ossigeno pur non avendone bisogno. Chi vuole farsi prescrivere un kit di medicinali fai da te in previsione di un futuro contagio, avendo letto sui giornali che il Covid si cura con quei determinati farmaci, e si tratta anche di medicine potenzialmente pericolose. Situazione difficili da gestire: «Siamo in trincea a mani nude», concludono i cinque medici di famiglia.