L’alleanza Mau-Pd traballa sull’ospedale

25 Ottobre 2016

Atessa, la possibilità di un accordo alle elezioni 2017 messo in crisi dai mancati impegni sul San Camillo

ATESSA. Che sul San Camillo si sarebbe giocata la prossima campagna elettorale era noto, ma che il caso ospedale possa far saltare accordi politici è una possibilità che viene fuori nelle ultime ore. Sarebbe, infatti, “formalmente” a rischio la possibilità di un’alleanza tra Movimento Atessa Unita e Pd alle prossime votazioni amministrative. A far precipitare le cose è stata la dichiarazione dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, in margine all’inaugurazione della Rsa di Casoli. «Gli ostacoli ci sono solo ad Atessa e bloccano qualsiasi percorso di riqualificazione», ha detto Paolucci. Il Mau si è risentito e prima ha risposto all’assessore e poi ha svelato un incontro definito «informale» (ma che in questi casi acquista il senso dell’impegno bello e buono) avvenuto oltre due settimane fa a Pescara, nella presidenza regionale, tra le delegazioni del Mau, del Pd locale, Luciano D’Alfonso e lo stesso Paolucci; incontro promosso dal presidente della V commissione sanità dopo una lettera congiunta Mau-Pd locale in cui si chiedevano garanzie precise sul futuro del San Camillo. Ed è proprio dopo quell’incontro che il Mau non ha “digerito” le recenti dichiarazioni di Paolucci.

«D’Alfonso e Paolucci», afferma Giulio Borrelli, capogruppo del Mau, «si sono impegnati in un programma attuativo del nuovo panel di servizi sanitari, territoriali e non». L’impegno, se non rispettato, potrebbe far saltare il banco in vista delle prossime elezioni ad Atessa. Il programma prevedeva l’attenzione alla fragilità e alla cronicità della popolazione anziana e non solo, con tutto quello che implica in termini di degenza, diagnosi, terapia, riabilitazione e sostegno alle famiglie; la permanenza della Lungodegenza come reparto distaccato di Lanciano; il potenziamento delle attività diagnostico-interventische esistenti, con particolare riferimento ai programmi di screening regionale attivati (mammella, colon retto, cervice uterina); l’attivazione piena, con risorse certe e stabili, della Chirurgia ambulatoriale multidisciplinare complessa per cinque giorni a settimana, con rispetto dei criteri di sicurezza previsti in risposta alle esigenze dell’utenza che sempre più spesso è costretta a rivolgersi per la chirurgia minore alle strutture dell’area metropolitana; l’implementazione dell’offerta specialistica ambulatoriale in coerenza con gli obiettivi previsti per la struttura e le emergenze epidemiologiche del territorio; il mantenimento del servizio di Pronto soccorso h 24; la realizzazione dell’elisoccorso in un terreno adiacente all’ospedale. Si tratta di argomenti precisi che hanno bisogno di una risposta celere. prima, comunque, di un eventuale accordo politico-amministrativo.

Matteo Del Nobile

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