L’Anticorruzione indaga su Teateservizi

20 Ottobre 2023

Dopo la proroga del contratto alla società partecipata, l’Anac scrive: «Non ci sarebbero i presupposti per l’affidamento» 

CHIETI. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) indaga sulla Teateservizi, la società a totale capitale pubblico che si occupa della riscossione delle tasse e della gestione dei parcheggi nel capoluogo teatino. L’ufficio vigilanza concessioni ha aperto un procedimento nei confronti del Comune di Chieti e scrive al sindaco Diego Ferrara per chiedere «entro dieci giorni» la consegna di «una relazione esplicativa» in merito alla proroga del servizio di riscossione tributi a capo della Teateservizi in liquidazione. L’Anac sottolinea come, secondo i revisori dei conti, l’amministrazione di centrosinistra abbia commesso delle irregolarità nelle sue azioni.
LA LETTERA La lettera dell’Autorità, a firma del dirigente Ilario Sorrentino, è indirizzata al primo cittadino, all’Organismo straordinario di liquidazione, al commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi, al collegio dei revisori dei conti, al giudice delegato del tribunale di Chieti Marcello Cozzolino e, per conoscenza, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). La missiva arriva a qualche giorno di distanza dall’allarme lanciato dai revisori dei conti che hanno bocciato la strategia usata dall’amministrazione Ferrara per salvare la società in house. Ma non è un caso: tra i destinatari del documento di sette pagine mandato dal collegio c’era, infatti, anche l’Anac. Sono giorni delicati per la società pubblica che, da un lato, vede all’orizzonte il fallimento e, dall’altro, il rilancio voluto dal Comune e tratteggiato nelle pagine del piano di concordato stilato dal liquidatore Luca Di Iorio.
LA RICHIESTA Gli uffici dell’Autorità hanno accolto la richiesta del collegio dei revisori e ora hanno aperto un procedimento perché sembrerebbero affiorare «criticità» nelle azioni intraprese dall’amministrazione targata Ferrara. Nel mirino dell’Anticorruzione c’è la proroga del contratto con la Teateservizi. Con la delibera di giunta numero 460 del 29 giugno scorso è stata approvata la prosecuzione dei servizi in mano allo società in house per altri cinque anni, fino al 31 dicembre 2028. E mentre il sindaco quel giorno dichiarava di essere «in pace con la coscienza» e di aver firmato il nuovo contratto con «onestà intellettuale», ora l’Anticorruzione mette in evidenza il mancato rispetto del decreto legislativo numero 201 del 2022. «In particolare», avverte l’Anac, «non sarebbe stata elaborata l’apposita relazione prevista dell’articolo 14, comma 3, e risulterebbero non sussistenti i presupposti per l’affidamento in house previsti dall’articolo 17, comma 2».
LE CRITICITà Per la concessione alla società, infatti, l’Anac richiede di indicare «i benefici per la collettività della forma di gestione prescelta con riguardo agli investimenti, alla qualità del servizio, ai costi dei servizi per gli utenti, all’impatto sulla finanza pubblica, nonché agli obiettivi di universalità, socialità, tutela dell’ambiente e accessibilità dei servizi». Ma, oltre alla mancata ottemperanza alla legge, c’è di più. L’Autorità annota «che non risultano trasmessi gli atti». Più nel dettaglio, il Comune avrebbe mancato di comunicare dei documenti che rafforzano la trasparenza delle azioni intraprese. «L’affidamento e la gestione dei servizi», recita l’articolo 31 del decreto legislativo richiamato dall’Anticorruzione, «sono pubblicati senza indugio sul sito istituzionale dell’ente affidante e trasmessi contestualmente all’Anac che provvede alla loro immediata pubblicazione sul proprio portale telematico, in un’apposita sezione denominata “Trasparenza dei servizi pubblici locali di rilevanza economica-trasparenza Spl”, dando evidenza della data di pubblicazione».
CARTE IN TAVOLA È per questo che il Comune è invitato a fornire «una relazione esplicativa, comprensiva degli allegati che si ritengono opportuni», continua la lettera, «in merito alle questioni rappresentate». L’Anticorruzione mette alle strette il Comune e chiede che i documenti in questione siano inviati «entro dieci giorni dalla comunicazione». E ora il tempo scorre: a Palazzo di città si chiede chiarezza e, soprattutto, è tempo di mettere le carte in tavola.
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