L’appello ai vertici Asl: si salvi il pronto soccorso

7 Aprile 2020

Le forze politiche firmano una proposta da presentare al manager Schael: «I cittadini non possono fare a meno neanche del distretto sanitario di base»

ATESSA. La proposta dell’ex sindaco Nicola Cicchitti (LiberAtessa) di destinare i locali dell’ex Tribunale, in via della Stazione, per il distretto sanitario e la guardia medica ha iniziato ufficialmente il suo corso. L’altro ieri sera, su convocazione del sindaco Giulio Borrelli, si sono riunite nella sala consiliare le forze politiche presenti sul territorio che hanno proposto al direttore generale della Asl, Thomas Schael, di rivedere le decisioni prese. La richiesta è una sola: rimanga ad Atessa il pronto soccorso e ritornino i servizi di distretto sanitario e guardia medica.
«Spero che questa proposta», dice Cicchitti, «possa mettere in discussione le scelte fatte dalla direzione sanitaria. Il problema non è solo degli atessani ma di un vasto territorio che gravita su Atessa». Domenica sera, oltre al sindaco e Nicola Cicchitti, all’incontro erano presenti e hanno firmato: Enrico Flocco, presidente del consiglio comunale; Giorgio Farina, capogruppo di Uniti per Atessa; Carmine Fioriti, capogruppo di Progetto Atessa; Emilio Falcone, capogruppo del Movimento Cinque Stelle; Gilberto Testa, coordinatore di Forza Italia; Maurizio Falcone, coordinatore di Fratelli d’Italia; Marco Cicchitti, coordinatore dell’Unione di Centro; Ilenia Tumini, coordinatore del Partito Democratico. All’incontro erano presenti, seppur non firmatari, anche gli assessori Zaccardi, Ceroli e Menna. «Abbiamo chiesto alla Asl di prendere in considerazione i locali degli ex uffici giudiziari. Il presidente del tribunale di Lanciano, Riccardo Audino, da me interpellato telefonicamente», afferma il sindaco, «ha dato la sua disponibilità a concedere il nulla osta. Se non vanno bene questi locali, si valutino altre soluzioni: l’ex ospedale e il dispensario, di proprietà della Asl, sono stati esclusi perché richiederebbero enormi lavori di ristrutturazione. Prendano in considerazione, eventualmente, anche strutture prefabbricate da installare temporaneamente all’esterno dell’ospedale, al campo sportivo o in qualsiasi luogo giudicato idoneo. I cittadini di Atessa e del circondario non possono essere privati dei servizi sanitari di base e del pronto soccorso».
Con la trasformazione del San Camillo in ospedale Covid, il distretto sanitario è stato trasferito a Casoli e il pronto soccorso sarà chiuso a breve. «Le forze politiche del centro destra atessano, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc», si legge in una nota, «hanno ritenuto necessario ed indispensabile continuare a mantenere sul territorio comunale i servizi sanitari del pronto soccorso e del distretto sanitario di base con annessa guardia medica». Dello stesso tenore è la presa di posizione della maggioranza: «Uniti per Atessa condivide la posizione di tutte le forze politiche riunitesi nella sala consigliare della città e sostiene l’azione portata avanti, sin dall’inizio, dall’amministrazione comunale riguardo all’ospedale».