L’appello degli ex Burgo: ripartite dalla zona industriale

CHIETI. Un appello a «ripartire dalla zona industriale teatina» arriva dagli ex lavoratori ex Burgo, a dieci anni della chiusura della storica cartiera. «Dopo la dismissione della Burgo», si legge in...
CHIETI. Un appello a «ripartire dalla zona industriale teatina» arriva dagli ex lavoratori ex Burgo, a dieci anni della chiusura della storica cartiera. «Dopo la dismissione della Burgo», si legge in una nota, «doveva sorgere un complesso di aziende riunite in un progetto chiamato Inte che doveva dare lavoro sia agli ex dipendenti Burgo che ad altre persone. Questo progetto doveva far rinascere la zona industriale di Chieti». Ma l’Inte non è mai partito. «Tragedia nella tragedia», commentano gli ex lavoratori, «dove parecchie famiglie ormai allo stremo e senza prospettive si trovano in difficoltà economiche». La nota punta il dito anche contro «assessori preposti alle attività produttive del Comune di Chieti che pensano a difendere i negozianti per la costruzione di Megalò 2. Lasciando le persone che hanno perso i posti di lavoro in mezzo alla strada, non interessandosi dei problemi dell’area industriale rigettando le competenze al consorzio industriale di Chieti e alla Regione latitante dai tavoli tecnici organizzati dal Comune di Chieti». I promotori di Megalò 2 avevano promesso di assumere gli ex Burgo nel caso si fosse realizzato il nuovo parco commerciale.

