L’appello della polizia: l’amore non è violenza

15 Febbraio 2018

Il questore Palumbo e gli agenti incontrano gli studenti del liceo Gonzaga «Non restate in silenzio di fronte alle prepotenze, noi possiamo aiutarvi»

CHIETI. Nel giorno dedicato all’amore, la Polizia di stato scende in piazza per spiegare ai più giovani cosa invece non è amore.
Ha fatto tappa ieri mattina in piazza Vico la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere intitolata “Questo non è amore”. L’obiettivo è quello di favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere, offrendo alle vittime il supporto di un’equipe di operatori specializzati pronti a raccogliere le testimonianze di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia e a creare un diretto contatto con le donne.
In piazza Vico, dalle 9 alle 12,30, è stato allestito un gazebo che ha ospitato gli studenti del liceo Gonzaga. A loro si è rivolto il questore Raffaele Palumbo chiedendo di «rompere il muro del silenzio che molto spesso circonda le vittime di violenza di genere». Insieme al questore era presente un gruppo di esperti, costituito da un medico della Polizia di Stato, un operatore della Squadra mobile, un operatore della Divisione anticrimine e dell’Ufficio denunce nonché da rappresentanti dei centri antiviolenza.
Il dialogo con i giovani da parte della Polizia di stato cerca di farsi sempre più stretto. Il questore Palumbo tiene spesso lezioni sia nelle aule universitarie che in quelle scolastiche sull’argomento.
L’obiettivo è quello di invitare i giovani a denunciare fenomeni di violenza di genere e a fidarsi delle forze dell’ordine in generale.
La Questura ha anche lasciato in alcune scuole la Blue box, una scatola blu dove lasciare biglietti in forma anonima per denunciare qualsiasi situazioni di disagio: dalla violenza di genere, al bullismo e a tutto quello che può turbare adolescenti in crescita. (a.i.)
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